Pomodoro da industria, le stime prevedono un calo della produzione

Le problematiche sociali, ambientali ed economiche che affliggono questo periodo storico, in particolare l’anno 2022, hanno colpito anche il settore del pomodoro da industria. Infatti, secondo le stime del World Processing tomato council (Wptc), fattori come aumento dei costi di produzione, siccità e disinvestimenti avrebbero fatto calare la produzione attesa del 12% nei paesi dell’area mediterranea.

Secondo i conteggi svolti ad inizio mese, la produzione globale attesa si appresta ad essere in flessione dell’1% rispetto agli anni precedenti con 38,8 milioni tonnellate. Tuttavia, il risultato complessivo rimane comunque simile alle produzioni degli anni precedenti.

Le proiezioni rispetto alla situazione italiana, vedono l’11% di produzione in meno rispetto alla scorsa stagione con 5,4 milioni di tonnellate previste in quella corrente, rispetto a circa i 6 milioni dello scorso anno. Tutto ciò implicherebbe il sorpasso della Cina che, grazie all’aumento della superficie investita e un aumento della produzione atteso del 21%, passerebbe al secondo posto nel ranking mondiale davanti all’Italia.

La situazione italiana, si divide in due realtà differenti:

  •  al nord, la coltivazione del pomodoro da industria riscontra una superficie inferiore rispetto allo scorso anno e nonostante la difficile situazione ambientale dovuta alla siccità, le coltivazioni allo stato attuale rispecchiano una buona condizione sanitaria e si attendono circa 2,75 milioni di tonnellate di pomodoro utile alla lavorazione
  • Al centro-sud, a causa dei mancati accordi tra le OP riguardo ai prezzi sono stati sottratti ettari al pomodoro in favore di altre colture ritenute più redditizie. La provincia di Foggia risulta una delle province più colpite dalla riduzione degli investimenti. Per il sud Italia la produzione prevista è di 2,65 milioni di tonnellate con una prevedibile contrazione di 10 punti percentuali rispetto allo scorso anno.

A livello europeo anche Spagna (-22%), Portogallo (-9%) e Turchia (-5%) attendono una produzione inferiore a causa di minori superfici coltivate e rendimenti inferiori.

Fonte: Agrisole