Pomodoro da industria, raccolta partita in anticipo con rese il calo

La campagna del pomodoro da industria, iniziata in netto anticipo rispetto alla tempistica abituale, è chiamata a confrontarsi con parecchie incognite la campagna di trasformazione del pomodoro da industria che — come tutte le principali attività del settore primario — paga dazio alle conseguenze della siccità più pesante negli ultimi settant’anni, come pubblicato su La Provincia di Cremona del 31 luglio.

«Nel nostro territorio abbiamo cominciato con il pomodoro datterino il 18 luglio (almeno una settimana prima del solito), proprio a causa della siccità», spiegano Matteo Bernardi e Massimo Bacchi, rispettivamente vice presidente della Federazione regionale prodotto pomodoro di Confagricoltura e presidente della Sezione orticole della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi.

«Le rese si presentano mediamente in calo del 10-15%, attestandosi per ora tra i 700 e gli 800 quintali per ettaro, ma la qualità è buona. È legittimo ipotizzare che anche la conclusione della campagna avverrà in anticipo: tra il 10 ed il 15 settembre, mentre normalmente si arriva alla fine di settembre o addirittura ai primi di ottobre. Certo, molto dipenderà anche dal quadro climatico, perché se dalla metà di agosto in avanti continuasse a piovere i tempi si prolungherebbero, e ci sarebbe ancora meno prodotto (molto marcirebbe)».

Questo, dunque, lo stato della situazione attuale. Nel pieno di una stagione tutt’altro che facile per le imprese agricole di questo e degli altri comparti. La speranza è che arrivi qualche forma di indennizzo, per rendere meno pesante l’effetto delle perdite che inevitabilmente ci sono state. «E in alcune zone, forse, qualche danno si sarebbe anche potuto evitare», aggiunge Bernardi. «Nel Casalasco, le aziende servite dal Consorzio di Bonifica Navarolo tramite l’impianto di Isola Pescaroli hanno scontato difficoltà più gravi rispetto alle imprese di altre zone. Ci sono stati problemi per l’impianto di sollevamento, e — per vari motivi — in alcuni giorni l’acqua è venuta letteralmente a mancare». «Altri se la sono cavata meglio: con portate anche parecchio ridotte, ma tali comunque da garantire il rifornimento di acqua in continuo. Da noi l’effetto negativo della siccità è stato purtroppo amplificato: se avessimo potuto contare sempre sulla risorsa idrica — anche poca — qualcosa in più avremmo potuto ottenere».

«Non possiamo dire adesso quali potrebbero essere le conseguenze di questo problema; temo però che, a fronte di un calo medio delle rese ipotizzato tra il 10% ed il 15%, nella nostra zona si possa arrivare addirittura al 20%-25%. Lo vedremo solo alla fine, adesso è presto per dire altro». La campagna, del resto, è appena iniziata. E potrebbero verificarsi altre incognite con le quali dover fare i conti.

Campagna pomodoro industria 2022, superfici in calo del 4%

L’OI Pomodoro da industria Nord Italia ha comunicato che gli ettari coltivati nelle regioni del Nord Italia per l’anno in corso risultano pari a 37.024 ettari, in calo del 4% rispetto allo scorso anno, soprattutto nelle province dell’Emilia occidentale, ma superiori alla superficie media coltivata dell’ultimo quinquennio. Le superfici di pomodoro in biologico raggiungono l’11% delle superfici totali, consolidando e incrementando il trend degli ultimi anni.

La suddivisione delle superfici effettive nelle province del bacino del Nord Italia vede in testa sempre Piacenza, con 9.890 ettari a pomodoro. A seguire Ferrara con 6.609 ettari; Parma con 4.000; Mantova con 3.537; Alessandria con 2.594; Cremona con 1.788; Verona con 1.112; Reggio con 1.042 e Modena con 905. Seguono le altre province con valori più contenuti. Guardando al biologico, è invece Ferrara la provincia con più ettari (2.484). Seguono Ravenna con 636 ettari e Parma con 246.