CROTTI: DPCM, SALUTE AL PRIMO POSTO, MA BISOGNA TUTELARE L’AGROALIMENTARE

Il Presidente della Libera Associazione Riccardo Crotti

“La salute dei cittadini è fondamentale e non solo va tutelata, ma deve essere il principio cardine dentro cui vengono prese tutte le decisioni. Bisogna però avere sempre chiara la situazione reale del paese, rispondendo in maniera forte e decisa a quei settori che la pandemia sta mettendo maggiormente in difficoltà.  La situazione attuale porterà a delle ripercussioni molto pesanti, in una regione conosciuta in tutto il mondo per la sua produzione di eccellenza” “. Commenta così il Presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi Riccardo Crotti le misure del governo pensate per questo semi-lockdown.

Si stima infatti una perdita di 10 miliardi di vendite per l’intera filiera agroalimentare che prevede la chiusura anticipata dei ristoranti alle 18 fino al 24 novembre, come prescritto dal nuovo Dpcm. A farne le spese in queste restrizioni non sono solo i ristoratori e gli agriturismi che hanno investito in misure di sicurezza e che oggi si trovano a pagare a caro prezzo il costo della crisi, ma anche 70 mila industrie agroalimentari, a rischio fino a 400 mila posti di lavoro tra filiera produttiva e ristorazione

“Dobbiamo pensare che le filiere agroalimentari, dai formaggi, ai salumi di qualità e ai vini, che già durante il precedente lockdown avevano toccato un terribile calo del 40% non ancora recuperato dalle aperture di maggio, proseguiranno la loro sofferenza”. “Un colpo durissimo per uno dei settori trainanti del paese, che si aggiunge al crollo verticale di alcuni comparti” prosegue Il Presidente della Libera Agricoltori che concorda con Antonio Boselli, Presidente di Confagricoltura Lombardia “C’è la forte probabilità di una rimodulazione dell’offerta, nel passaggio dei prodotti dal canale Horeca alla grande distribuzione, e questo comporterà significative riduzioni di valore delle derrate agricole. Con il reale rischio di non ritiro del prodotto e di speculazioni all’interno delle filiere a scapito di agricoltori e consumatori.”

Non dobbiamo e non vogliamo lasciare nessuno indietro- conclude Crotti- per questo la Libera e Confagricoltura chiedono con forza alla Regione e all’assessorato delle politiche agricole  di aprire un tavolo per discutere su questi temi urgenti partendo dal primo punto dell’ordine del giorno che deve essere accordare anche al nostro settore i ristori annunciati dal governo.”