Prezzi mondiali dei generi alimentari in forte accelerata in maggio

La FAO, nel report del 3 giugno scorso, evidenzia che l’indice dei prezzi dei prodotti alimentari a maggio ha raggiunto un valore medio di 127,1 punti, con un incremento del 4,8% rispetto ad aprile e del 39,7% rispetto a maggio 2020.

A trainare l’aumento dell’indice, che rileva le variazioni mensili dei prezzi internazionali dei generi alimentari comunemente oggetto di scambio, è stata l’impennata dei prezzi internazionali di oli vegetali, zucchero e cereali insieme a prezzi di carne e prodotti lattiero-caseari in rialzo. Si tratta del valore più alto registrato dal settembre 2011, portando l’indice solo del 7,6% al di sotto del suo valore massimo di 137,6 punti registrati a febbraio 2011.

Fonte: FAO

In particolare:

L’ Indice FAO dei prezzi dei cereali ha registrato una media di 133,1 punti a maggio, in aumento del 6 % da aprile e del 36,6% rispetto maggio 2020. Tra i principali cereali, i prezzi internazionali del mais sono aumentati di più, guadagnando 12,9 punti (8,8%) a maggio, 89,3% rispetto lo scorso anno al livello più alto da gennaio 2013, pur mostrando una tendenza alla flessione a partire dalla fine di maggio, dovuta per lo più alle migliorate prospettive di produzione negli Stati Uniti d’America. Il forte aumento è attribuibile alle prospettive di produzione declassate per il Brasile. Anche i prezzi internazionali dell’orzo e del sorgo sono aumentati a maggio, rispettivamente del 5,4% e del 3,6%. Dopo l’impennata dei prezzi all’inizio di maggio anche i prezzi internazionali del grano hanno evidenziato una contrazione a partire da fine mese. Il miglioramento delle condizioni delle colture, in particolare nell’Unione europea e negli Stati Uniti, ha portato a forti cali, tuttavia i prezzi del grano sono ancora in media di 8,0 punti (6,8%) in aumento rispetto ad aprile e 27,7 punti (28,5%) sopra maggio 2020. I prezzi internazionali del riso sono rimasti stabili a maggio.

L’Indice FAO dei prezzi dell’olio vegetale è stato inmedia di 174,7 punti a maggio, cresciuto del 7,8%, perlopiù in conseguenza dell’aumento delle quotazioni degli oli di palma, soia e colza, segnando il dodicesimo aumento mensile consecutivo. Per quanto riguarda l’olio di soia hanno sostenuto i prezzi le prospettive di una robusta domanda globale, in particolare dal settore del biodiesel, mentre i valori internazionali dell’olio di colza sono stati sostenuti dalla continua mancanza di offerta globale.

L’Indice FAO dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari ha registrato una media di 120,8 punti a maggio, in aumento del 1,8% rispetto ad aprile, segnando un anno di aumenti ininterrotti e attestandosi in media su un valore superiore del 28% al dato dell’anno scorso. Tuttavia, l’indice è ancora del 22,8% al di sotto del valore massimo raggiunto a dicembre 2013. Il maggior amento l’hanno registrato le quotazioni internazionali del latte scremato in polvere, riflettendo una solida domanda di importazione tra le limitate forniture spot dall’Unione Europea, e quelle per il latte intero in polvere sono aumentate sugli elevati acquisti di importazione, in particolare dalla Cina, nonostante l’offerta di grandi vendite della Nuova Zelanda. Anche le quotazioni dei formaggi si sono rafforzate, principalmente a causa della minore offerta dall’Unione Europea in un contesto di forte domanda. Al contrario, i prezzi del burro sono diminuiti per la prima volta in oltre dodici mesi a fronte di un aumento delle esportazioni dalla Nuova Zelanda.

Fonte: FAO

L’indice FAO dei prezzi della carne* ha raggiunto una media di 105,0 punti a maggio, in aumento del 2,2% rispetto ad aprile, registrando l’ottavo aumento mensile e portando l’indice del 10% al di sopra del livello di un anno fa, ma ancora quasi il 12% al di sotto del picco raggiunto ad agosto 2014. A maggio, le quotazioni dei prezzi per tutti i tipi di carne rappresentate nell’indice sono aumentate, principalmente sostenute da un ritmo più rapido degli acquisti di importazione da parte dei paesi dell’Asia orientale, principalmente Cina. L’inasprimento delle forniture globali ha anche fornito un sostegno ai prezzi di tutti i prodotti a base di carne, riflettendo molteplici fattori che vanno dai rallentamenti della macellazione nei casi di carni bovine e ovine alla crescente domanda interna di pollame e carni suine nelle principali regioni produttrici.

L’indice FAO dei prezzi dello zucchero è stato in media di 106,7 punti a maggio, in aumento del 6,8% rispetto ad aprile, segnando il secondo aumento mensile consecutivo e il livello più alto da marzo 2017. Preoccupazioni per la riduzione dei raccolti in Brasile, il più grande esportatore mondiale di zucchero, poiché le prolungate condizioni di siccità hanno influito sullo sviluppo delle colture. Ulteriore supporto è stato fornito dal rincaro del greggio e da un ulteriore rafforzamento del Real brasiliano nei confronti del dollaro USA, che tende a frenare le spedizioni dal Brasile. I grandi volumi di esportazione dall’India, tuttavia, hanno contribuito ad alleviare l’aumento dei prezzi e hanno impedito maggiori aumenti mensili dei prezzi.

* A differenza di altri gruppi di materie prime, la maggior parte dei prezzi utilizzati nel calcolo dell’Indice FAO dei prezzi della carne non sono disponibili quando l’Indice FAO dei prezzi degli alimenti viene calcolato e pubblicato; pertanto, il valore dell’indice dei prezzi della carne per i mesi più recenti è derivato da una combinazione di prezzi previsti e osservati. Ciò può, a volte, richiedere revisioni significative del valore finaledell’Indice FAO dei prezzi della carne che a sua volta potrebbe influenzare il valore dell’Indice FAO dei prezzi alimentari.