Prezzo del latte, intesa siglata con Italatte: subito un aumento del 10%

Meno di due settimane fa erano stati alcuni gruppi ad aprire la strada, con un aumento a 48 centesimi al litro salutato dal mondo allevatoriale come un segnale importante e un esempio da seguire. E venerdì 8 aprile, al termine di un’intensa trattativa durata due giorni, con il Gruppo Italatte (Lactalis) è stato siglato un accordo che va nella medesima direzione.

Confagricoltura, Coldiretti, le Cooperative Laudense Abbiatense, Cozoman e Aop Latte Italia hanno infatti sottoscritto con Italatte un’intesa valida per il trimestre aprile-giugno, in deroga al prezzo che si sarebbe realizzato con la tabella indicizzata prevista dall’accordo di inizio anno con la multinazionale francese. La remunerazione del latte alla stalla cresce così di circa il 10%: dai 43,2 centesimi netti al litro garantiti per aprile dall’algoritmo di indicizzazione vigente si passa nello stesso mese a 47,1, per salire ulteriormente a 47,6 in maggio ed a 48 a giugno. Viene così raggiunta una quota già riconosciuta da altre realtà, a conferma che la sensibilità per la fase difficile degli allevamenti—e il riconoscimento del loro lavoro —comincia finalmente a farsi strada.

«L’intesa —ha spiegato ieri Riccardo Crotti, presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi e di Confagricoltura Lombardia —prevede un incontro di aggiornamento fra le parti nella prima metà di giugno: ci confronteremo sull’evoluzione delle condizioni del mercato e discuteremo di una revisione. È stato raggiunto un risultato di rilievo. Frutto di uno sforzo significativo che viene incontro alle necessità delle aziende, superando una dannosa fase di stallo che ormai si stava trascinando da troppo tempo; ma anche del nostro senso di responsabilità. È comunque un punto di partenza, a fronte di un trend di mercato favorevole, con la domanda che cresce anche a livello internazionale. L’accordo fissa una quotazione media di 47,56 centesimi: un buon punto di riferimento. E in giugno torneremo al tavolo con il prezzo a 48 centesimi: una base di trattativa soddisfacente».

Fonte: La Provincia, articolo di Andrea Gandolfi