Prospettive agricole dell’UE 2020-30

Il settore agroalimentare mostra resilienza ma la ripresa dal Covid-19 avrà impatti a lungo termine

Dalla proiezione del rapporto “Prospettive agricole dell’Unione Europea per il 2020-30della Commissione Europea emerge chiaramente come nei prossimi dieci anni, la digitalizzazione sarà fondamentale per il settore dei seminativi. Infatti questa sosterrà l’aumento della produttività dei raccolti, migliori condizioni di lavoro e standard ambientali più elevati.

I settori del latte, dei latticini e della carne saranno influenzati dalla transizione verso una maggiore sostenibilità, con cambiamenti lungo la filiera alimentare. La crescente consapevolezza e convenienza della salute dei consumatori andrà a vantaggio del settore ortofrutticolo, con un conseguente aumento della domanda.

Nel 2020, il settore agricolo ha dovuto affrontare sfide senza precedenti a causa della crisi provocata dal Covid-19 e delle sue conseguenze. Dalle questioni logistiche, alla carenza di forza lavoro, ai cambiamenti radicali della domanda, il settore ha mostrato la sua resilienza adattandosi alle diverse sfide, con il supporto della Commissione europea e degli Stati membri dell’UE. La crisi ha portato anche al rafforzamento di alcune tendenze preesistenti, con un aumento della domanda di prodotti alimentari locali, filiere corte e vendite tramite e-commerce. Inoltre, il rapporto ha rilevato che le preoccupazioni per la salute, l’origine, l’ambiente e il cambiamento climatico sono tra i fattori chiave delle scelte dei consumatori.

Per questa edizione, il rapporto sulle prospettive agricole dell’UE fornisce diversi scenari per la ripresa dal Covid-19, tra cui una ripresa lenta e una ripresa verde. Per entrambi gli scenari, gli shock della domanda e dell’offerta portano a una riduzione dei prezzi di carne e cereali, mentre i prezzi di burro, formaggio e carni avicole saranno i meno colpiti. In generale, gli impatti del mercato sono principalmente guidati dallo shock macroeconomico, in particolare dalla contrazione del PIL nel 2020.

Nella relazione di quest’anno è inclusa anche un’analisi dell’incertezza a causa della pandemia di Covid-19. Il Covid-19 avrà probabilmente conseguenze di lunga durata per i mercati agricoli ma l’entità degli impatti dipenderà dai percorsi di ripresa economica intrapresi e dal mercato specifico.

Inoltre, la relazione sulle prospettive agricole dell’UE di quest’anno include uno scenario in cui l’allevamento di insetti verrebbe utilizzato per ridurre lo spreco alimentare somministrandolo agli insetti. Le larve sarebbero utilizzate come mangime per l’acquacoltura e l’olio di insetti sarebbe impiegato nella produzione di biodiesel. Nello scenario presentato, l’allevamento globale di insetti passerebbe dall’utilizzo del 15% dei rifiuti alimentari nel 2020 al 50% nel 2030. Entro il 2030, l’industria degli insetti dovrebbe produrre 23 milioni di t di farina proteica e il 2,5% del consumo mondiale di petrolio. Dopo aver esaminato gli impatti sui mercati delle colture, lo scenario conclude che l’allevamento di insetti potrebbe contribuire in modo significativo all’economia circolare, reintroducendo nella catena alimentare i nutrienti dai rifiuti alimentari. Tuttavia, riducendo i costi dei mangimi e sostenendo l’allevamento di bestiame, si otterrebbe un leggero aumento delle emissioni di gas serra.

Il rapporto include anche proiezioni sul reddito agricolo e sul lavoro per il periodo 2020-2030. Il reddito agricolo dell’UE dovrebbe aumentare con la crescita della produzione e dei prezzi. Tuttavia, i costi dovrebbero aumentare ad un ritmo simile, limitando l’aumento del reddito nominale all’1% all’anno. Si prevede che la forza lavoro agricola diminuirà a un ritmo più lento (dell’1% all’anno), trainata dal progresso tecnologico nei macchinari e nelle attrezzature.

Per quanto riguarda gli aspetti ambientali e climatici, il rapporto fornisce proiezioni sugli indicatori ambientali e climatici, con un focus sulle emissioni di gas serra (GHG) e sulla rimozione di CO2 dall’atmosfera. Le proiezioni per il 2030 mostrano che le emissioni di GHG rimarranno sostanzialmente invariate rispetto ai livelli attuali, nell’ambito dell’attuale quadro politico. Il rapporto conclude che se verranno messe in atto le giuste pratiche e tecnologie agricole, le emissioni di animali e colture potranno essere ulteriormente mitigate sia attraverso un maggiore sequestro del carbonio che evitando perdite.