Proteine alternative: aumenta il consumo in Cina

Come riportato nell’articolo di Leo Bertozzi in news.clal in una nazione con una popolazione di 1,4 miliardi ed in rapida crescita come la Cina, dove la terra coltivabile sta diminuendo, si prevede che il passaggio alle proteine da coltivazione cellulare avrà un impatto considerevole. Così come in precedenza sono stati assegnati grandi finanziamenti per lo sviluppo di pannelli solari, batterie agli ioni di litio, veicoli elettrici, ora consistenti fondi pubblici vengono stanziati per stimolare la crescita ed ottimizzare il nascente settore delle proteine alternative. La Cina è il secondo consumatore di proteine al mondo, con una forte domanda. Questa dinamica riguarda anche le proteine da fonti diverse da quelle animali, come dimostra il fatto che nel 2020, l’acquisto online di carne vegetale è cresciuto del 150%.

L’innovazione proteica, in particolare da coltivazione cellulare, sta interessando il mondo come nuova forma di produzione alimentare, sicura e sostenibile. In Cina, tuttavia, la cosiddetta carne coltivata è ancora agli albori; per questo gli stanziamenti per fornire al settore infrastrutture e competenze migliori, in particolare attraverso i finanziamenti alle start-up, dovrebbe accelerarne rapidamente lo sviluppo ed avvicinare il Paese alle dinamiche in atto nei centri più avanzati in questo campo come USA o Israele. Gli studi di mercato evidenziano che il 90% dei consumatori cinesi dichiara di voler mangiare carne coltivata accanto alle proteine tradizionali. Nel frattempo, il 30% dei consumatori afferma che ne farebbe il principale acquisto di proteine se si raggiungesse la parità di prezzo con quelle convenzionali ottenute dalle produzioni animali. Tenendo poi conto che le giovani generazioni avranno un atteggiamento sempre più aperto nei confronti delle proteine alternative, la Cina potrebbe diventare un attore importante in termini di attrazione di investimenti. Lo  dimostra la prima azienda di carne da coltivazione cellulare, la  Joes Future Food, che ha iniziato a produrre una “carne coltivata” macinata di maiale nel 2019, grazie alla collaborazione con i ricercatori della Nanjing Agricultural University, ed ha ottenuto dal mercato 10,9 milioni di dollari.

Il settore agroalimentare ha un impatto significativo sull’economia e sulla stabilità sociale, per cui spetta a tutte le imprese, governi ed istituzioni che puntano allo sviluppo sostenibile fornire un approvvigionamento alimentare sicuro e nutriente, soprattutto di proteine di alta qualità. Diventa pertanto indispensabile trovare nuovi percorsi produttivi attraverso l’integrazione di progetti, tecnologie, mercati e politiche per l’innovazione delle proteine, in una evoluzione del sistema alimentare per arrivare all’obiettivo emissioni zero.

La Cina è ritenuta ideale per l’innovazione poiché i cinesi sono molto ricettivi alle novità. Le dinamiche in Cina rispecchiano gli sviluppi del settore in tutta l’Asia, poiché i consumatori in Giappone, Tailandia, Singapore e Corea del Sud sono sempre più attratti da questi nuovi tipi di proteine, in particolare sotto forma di frutti di mare. Questo stimolerà nuovi sviluppi di tecnologie e processi produttivi per adeguare i nuovi prodotti alle cucine ed ai gusti locali.

FONTE: news.clal