PSA, l’aggiornamento del 20 giugno

Fonte foto: Istituto Zooprofilattico Nazionale

Dopo la conferma datata 9 giugno da parte del Ministero della salute, riguardante il focolaio di PSA in un allevamento di suini della tipologia semibrado dell’area metropolitana di Roma, a pochi chilometri di distanza dalla zona del primo caso nel selvatico del territorio regionale, è stata istituita una zona di sorveglianza e una di protezione rispettivamente di 3 km e 10 km di raggio attorno all’azienda infetta. Inoltre, è previsto l’abbattimento immediato dei capi presenti in azienda e l’attivazione di una serie di misure a carico dell’azienda, tra cui il blocco delle movimentazioni di animali e prodotti, lo svolgimento dell’indagine epidemiologica per capire l’origine dell’infezione, l’attività di rintraccio delle movimentazioni dall’azienda nei giorni precedenti per valutare e scongiurare la diffusione dell’infezione.

Le attività di abbattimento sono previste anche nelle aziende commerciali ricadenti nelle predette zone di restrizione.

Confagricoltura continua la sua azione di sensibilizzazione delle istituzioni per una decisa e rapida azione sul depopolamento dei cinghiali soprattutto nelle zone infette, veicolo di diffusione della malattia con rischio contagio anche per gli allevamenti. Inoltre, Confagricoltura ribadisce che a causa dei seri danni che le attuali misure generano sulle aziende, è fondamentale che le aziende interessate siano sostenute con adeguati e rapidi ristori.

Nelle foto la situazione epidemiologica italiana aggiornata al 22/06.

Fonte foto: Istituto Zooprofilattico Nazionale