PSR: nel 2020 dati 98 milioni ad aziende

Durante la riunione dell’VIII Commissione consiliare, l’Assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, Fabio Rolfi, ha presentato le cifre relative ai Piani di Sviluppo Rurale: “Dal 2015 a oggi abbiamo aperto e chiuso 88 bandi con i fondi del PSR, abbiamo messo a bando il 120% delle risorse, grazie ai trascinamenti di fondi precedenti, e assegnato il 98,5% di quelle disponibili. Ancora una volta la Lombardia si dimostra puntuale nei pagamenti e utilizza tutti i fondi europei. Le aziende agricole che ne hanno beneficiato in questi anni sono state 17.000. Nel 2020 abbiamo dato alle aziende agricole più di 98 milioni di euro. Tra i quali 20 in forma urgente per tamponare la crisi dovuta al Covid”.

Assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, Fabio Rolfi

Suddivisione risorse

L’ Assessore ha poi specificato che il 60% delle risorse erogate con il Psr è andato a misure legate alle priorità ambientali, il 40% per misure legate a competitività, innovazione e per le filiere. “L’agricoltura lombarda è sempre più green. Nonché innovativa e attenta al consumo delle risorse” ha poi aggiunto.

Per la futura Programmazione agricola comunitaria, la Lombardia si sta battendo in conferenza Stato-Regioni, allo scopo di modificare i criteri storici di riparto tra regioni.

Prossimi passi

“Serve visione – ha sottolineato l’Assessore – per programmare gli interventi dei prossimi dieci anni. Le linee che seguirà la Regione Lombardia saranno legate a innovazione, abbattimento della burocrazia e valorizzazione di zootecnia e agricoltura alpina”. “Pensiamo a una Ocm zootecnia e a politiche specifiche per la montagna e per il settore forestale – ha continuato – con dotazioni e bandi dedicati. E che si differenzino per politiche, interventi e criteri di premialità dalle politiche attuate per l’agricoltura di pianura. Chiaramente la governance deve rimanere regionale. Gestire un Piano Strategico Nazionale Unico relegando le regioni a organismi delegati, infatti, non è compatibile con problematiche molto differenti tra territori. E rischia di ingolfare la macchina amministrativa”.

Coinvolgere Regione in Piano strategico nazionale

“L’Italia – ha concluso Rolfi – deve proporre il Piano strategico nazionale, per la redazione del quale le Regioni devono essere coinvolte entro giugno. Mentre siamo in ritardo in una situazione di instabilità politica, senza ministro dell’Agricoltura. Rischiamo di perdere tempo prezioso. E non cogliere sfide importanti per tutto il comparto”.