Quanto formaggio importiamo ed esportiamo in Europa?

Il nostro Paese, con il suo tasso di crescita della produzione di latte bovino del 4.4 % nel 2020, sta rapidamente raggiungendo l’autosufficienza, ossia il produrre tutto il latte che serve per il consumo interno e l’esportazione. Cosa sta succedendo invece nel caso della bilancia commerciale dei formaggi, ossia nel rapporto tra il formaggio che esportiamo e quello che importiamo nell’ambito della Comunità europea?

Nel 2020 l’Italia si è classificata quarta tra i paesi che più esportano formaggio in Europa, dopo al Germania, l’Olanda e la Francia. La Germania ne ha esportate 1.088.163 tonnellate, l’Olanda 743.000 tonnellate, la Francia 470.000 tonnellate e l’Italia 316.311 tonnellate, con un trend di crescita rispetto al 2018 di + 29.857 tonnellate.

Sempre nel 2020, il nostro Paese ha importato 491.100 tonnellate di formaggio, con una riduzione del 4% rispetto al 2019 (512.129 ton), classificandosi come seconda nazione UE per importazioni di formaggio (al primo posto troviamo la Germania e al terzo l’Olanda).

Fonte: Commissione Europea

I formaggi a Denominazione, ossia DOP, IGP e STG, utilizzano circa la metà della produzione italiana di latte (non solo bovino). La quota che viene esportata è rilevante, superando i 2 miliardi di euro e con una crescita del 13% nel 2019. È da notare che i principali importatori dei prodotti a Denominazione d’origine italiani sono occidentali, ed in particolare gli USA, Germania, la Francia e il Regno Unito.

Fare formaggio commodity, ossia prodotti che si affermano principalmente per il prezzo, non è probabilmente la vocazione italiana, mentre lo è la produzione e la vendita, sia nel mercato domestico che in quello straniero, di prodotti del latte ad alta caratterizzazione come le DOP, le IGP e gli STG in grado anche di generare nella filiera un alto valore aggiunto.

Fonte: Commissione europea e Ruminantia

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