Quarta tappa: organismi pubblici al soldo delle industrie chimiche

Prosegue il nostro viaggio nelle fake news per un’opinione consapevole

Laboratorio di analisi chimiche

L’affermazione secondo cui tutti gli organismi pubblici preposti alle autorizzazioni di messa in commercio dei fitofarmaci sono al soldo delle industrie chimiche e quindi non li verificano in termini di sicurezza per l’uomo, parte dalla concezione, di per sé corretta, di una collaborazione tra industria e organismi preposti. Ciò non vuol dire che non sia possibile verificare i dossier di approvazione che questi hanno firmato, né che l’opera prestata dall’organismo di approvazione non sia stata condotta con onestà intellettuale e perizia scientifica.  

Si vorrebbe che tutti i dossier fossero resi pubblici ma in certi studi vi sono parti sensibili in fatto di segreto industriale e che quindi non possono andare in mano alla concorrenza, rendendo lo studio non divulgabile, ma totalmente visibile agli organi addetti alle omologazioni in quanto si sono impegnati alla non divulgazione.

Inoltre, per i fitofarmaci dell’agricoltura convenzionale deve essere richiesta una “autorizzazione di messa in commercio” e ciò fa scattare automaticamente l’obbligo di una valutazione tossicologica (con fissazione dell’ADI), di impatto ambientale e un post-controllo dopo la messa in commercio. Ora il costo per far approvare una nuova molecola fitofarmaceutica, a causa di tutti gli studi e indagini che sono oggi richiesti, è diventato superiore a quanto si spende per la scoperta, lo sviluppo e l’omologazione di un tratto genetico OGM che tra il 2008 e il 2012 è stato di 136 milioni di $ (McDougall, 2011). Questi rincari potrebbero alla lunga privare gli agricoltori dei fitofarmaci necessari per difendere le colture da parassiti, perché la selezione naturale produce inevitabilmente lo sviluppo di forme resistenti di parassiti/patogeni/malerbe.

Leggi le altre tappe del viaggio: Terza tappa: gli agricoltori sommergono di “pesticidi” il terreno e le loro coltivazioni

Fonte: Le 15 menzogne sul biologico