Raccolta Dati Credito d’imposta investimento in beni strumentali mobili 40% e 6%

Comunicazione e prospetti ai fini raccolta dati per il conteggio del credito imposta su acquisto beni strumentali nuovi da consegnare ai nostri uffici.

In attesa dell’approvazione definitiva della finanziaria per quanto attiene il nuovo credito d’imposta 50% di cui forniremo successivamente notizia, si prega di consegnare ai nostri uffici la documentazione necessaria per il conteggio del credito d’imposta “prima versione” relativo agli investimenti effettuati nel corso del 2020 utilizzando moduli allegati.

Per le consegne effettuate entro la data del 10 Gennaio 2021 si prevede di poter utilizzare il credito già a partire dalla scadenza del 16 Gennaio 2021, anche se è in previsione uno slittamento del versamento dei contributi IAP e CD. Si fa presente che l’Agenzia delle Entrate non ha ancora predisposto il previsto codice tributo. Il conteggio verrà effettuato unicamente in base alla documentazione da voi fornita. Ricordiamo che:
l’investimento si considera effettuato una volta che il bene risulta consegnato e il relativo importo risulti saldato al fornitore entro il 31/12/2020 oppure sia stato effettuato l’ordine e versato un acconto pari almeno al 20% entro il 31/12/2020 e il saldo entro il 30/06/2021.
In caso di acquisto mediante contratto di Leasing l’investimento è considerato effettuato qualora il bene sia stato consegnato entro il 31/12/2020 oppure sia stato versato entro tale data maxi canone pari al 20% del costo sostenuto dalla società di Leasing e il bene consegnato entro il 30/06/2021.
Le fatture e altri documenti (ordini, contratti ecc.) devono riportare la dicitura di Legge, in mancanza, la medesima va apposta in forma indelebile sulla copia cartacea del documento.
Si ricorda che le aziende devono essere in regola relativamente alle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.
Il credito d’imposta non può essere ceduto in alcuna forma ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione con imposte e tributi, in cinque quote annuali di pari importo, a decorrere dall’anno successivo all’entrata in funzione dei beni o a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione per i beni industria 4.0.
Recentemente la Commissione UE ha rettificato quanto inizialmente affermato dagli organismi regionali, considerando compatibile il credito con i benefici da PSR solo entro l’aliquota massima prevista dal medesimo.
Chi invocasse il credito di imposta per beni strumentali c.d. industria 4.0 deve procurare perizia tecnica semplice rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti all’albo o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato che dimostri caratteristiche del bene e l’avvenuta interconnessione al sistema aziendale. Sebbene la perizia sia obbligatoria solo per i beni di costo unitario superiore a 300.000 euro, è fortemente raccomandata anche negli altri casi in cui per legge risulterebbe sufficiente un’autodichiarazione. In mancanza della perizia si declina ogni responsabilità qualora l’interessato, a fronte di un controllo dell’Agenzia delle Entrate, non riuscisse a dimostrare efficacemente quanto dichiarato, ivi compresa l’avvenuta interconnessione del bene.
Se, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di effettuazione dell’investimento, i beni agevolati sono ceduti a titolo oneroso, il credito d’imposta utilizzato e relativo ai beni ceduti, va restituito entro la scadenza del versamento delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi dell’anno in cui è avvenuta la vendita (solitamente entro il 30 giugno dell’anno successivo).