RECOVERY FUND: SUBITO 8 MILIARDI PER UN’AGRICOLTURA SOSTENIBILE

Il Fondo europeo per lo sviluppo rurale si arricchisce di oltre 8 miliardi. Il Parlamento Europeo infatti, ha anticipato la disponibilità dei fondi previsti per il 1 gennaio 2023 con l’entrata in vigore della nuova PAC, già a partire dal 2021, fino a tutto il 2022.

Secondo quanto dichiarato da Paolo De Castro, coordinatore per il Gruppo dei Socialisti e Democratici e relatore della misura per il Parlamento europeo, questa sarebbe una misura senza precedenti, dovuta a circostanze mai verificatesi prima, che si tradurrebbero in nuovi fondi per il settore agro-alimentare e le aree rurali europee. Questi fondi,a cui si aggiunge un anticipo da 2,6 miliardi previsto dall’accordo sul Bilancio Ue, per un pacchetto complessivo che supera i 10 miliardi, di cui 1,22 destinati all’Italiadovranno rappresentare uno stimolo economico verso un’agricoltura più resiliente, sostenibile e digitale, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo.

Il testo approvato rappresenta il mandato negoziale sulla base del quale il relatore del Parlamento europeo, Paolo De Castro, potrà immediatamente avviare le negoziazioni interistituzionali con la Commissione europea ed il Consiglio al fine di raggiungere un accordo che verrà validato dalla Plenaria insieme al testo sul Regolamento Transitorio, che estende l’attuale Pac di due anni, fino al 31 dicembre 2022.

I fondi saranno destinati adaumentare la resilienza, la sostenibilità e la digitalizzazione del settore, e non solo a finanziare il business as usual: almeno il 37% delle risorse aggiuntive sarà indirizzato a pratiche a favore dell’ambiente, mentre almeno il 55% dei fondi dovrà incentivare gli investimenti per lo sviluppo sociale ed economico delle zone rurali attraverso il sostegno ad agricoltura di precisione, digitalizzazione e modernizzazione dei macchinari, migliori condizioni di sicurezza sul lavoro, giovani agricoltori, filiere corte e mercati locali, energie rinnovabili ed economia circolare.

Di seguito, i principali punti della relazione votata in Commissione AGRI:

  • Viene chiesto che la dotazione totale di EUR 8.070.486.840 (di questi, 925 milioni di EUR saranno assegnati all’Italia) sia suddivisa in circa 2.4 miliardi EUR per il 2021, e circa 5.6 miliardi nel 2022. In questa maniera nel 2021 gli agricoltori europei potranno beneficiare anche di ulteriori 2.6 miliardi circa, provenienti da un anticipo dei fondi per lo Sviluppo Rurale. Il tutto, per un pacchetto totale di sostegno alla ripresa delle nostre aziende agricole e aree rurali di oltre 10 miliardi di EUR a livello europeo, con una quota nazionale per l’Italia pari a circa 1,22 miliardi.
  • Si tratta però solo di un punto di partenza in quanto il Parlamento chiede che questi fondi vengano obbligatoriamente co-finanziati con ulteriori risorse nazionali per un minimo del 10% aggiuntivo, fino ad un massimo del 400%, di fatto moltiplicandoli fino a 5 volte, nel caso in cui gli Stati membri lo vogliano.
  • Questi fondi dovranno essere realmente strumentali alla ripresa del settore, e quindi non dovrebbero finanziare misure che rappresentino il business-as-usual, Per questo, almeno il 55% degli oltre 8 miliardi dovrà essere destinati al supporto al primo insediamento di giovani agricoltori e, soprattutto, a investimenti che promuovano lo sviluppo sociale ed economico delle aree rurali, perseguendo anche i seguenti obiettivi:
    – maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse tramite l’agricoltura di precisione, la digitalizzazione e la modernizzazione dei macchinari e degli strumenti produttivi;
    – migliori condizioni di sicurezza sul lavoro;
    – filiere corte e mercati locali;
    – energie rinnovabili, economia circolare e bio-economia;
    – accesso a tecnologie informatiche e di telecomunicazione di alta qualità nelle aree rurali.
    Questa spinta verso l’innovazione deve però avere un carattere pienamente democratico, dando ad ogni agricoltore la possibilità di accedervi, indipendentemente dalla dimensione aziendale e dal background formativo. Per questo, l’intensità del supporto per questi investimenti sostenibili viene innalzata dall’attuale 40%, fino ad un massimo del 90% per le regioni più in difficoltà.
  • Perché la ripresa del settore possa contemperare concretamente sostenibilità ambientale, sociale ed economica, almeno il 37% dei fondi saranno destinati a misure agro-ambientali e, in particolare, all’agricoltura biologica, all’adattamento ai cambiamenti climatici e alla riduzione delle emissioni agricole di gas serra, alla conservazione dei suoli e al potenziamento dell’assorbimento di carbonio, al miglioramento della gestione idrica, alla creazione e al mantenimento di habitat favorevoli alla biodiversità, alla riduzione dei rischi derivanti dall’uso di pesticidi e antibiotici, alla salute e al benessere animale, alle attività previste dal programma LEADER.
  • Per quanto riguarda la parte rimanente dei fondi (massimo 8%), viene lasciata agli Stati membri la flessibilità di decidere per quali misure utilizzarla.
  • Si chiede un innalzamento del livello massimo di sostegno per i giovani agricoltori dagli attuali 70.000 a 100.000 EUR, così come l’incremento del sostegno concesso agli agricoltori e alle associazioni di agricoltori che partecipano a regimi di qualità (DOP, IGP e STG) da 3.000 a 5.000 EUR per azienda agricola al fine di per sostenere la promozione di questi prodotti sul mercato interno