Riforma PAC, le novità per le prossime semine

La riforma della Pac, che entrerà in vigore il 1° Gennaio 2023, ha per ogni stato membro della Ue, il suo strumento di attuazione nel documento “Piano Strategico Nazionale” (PSN). Ad oggi solo cinque Paesi hanno avuto l’approvazione del loro documento da parte della Commissione europea. Non ancora l’Italia che, dovendo inviare le integrazione richieste, probabilmente conseguirà l’approvazione a Dicembre.

Gli aspetti strutturali della riforma sono comunque già delineati e per consentire una corretta impostazione della campagna di semine 2022-2023, si evidenziano in estrema sintesi, gli aspetti “agronomici” di variazione della Pac, in particolare l’applicazione delle norme relative alle buone condizioni agronomiche e ambientali dei terreni contenute nella “condizionalità rafforzata”.

(*) Solo per il 2023 la Commissione europea – con Regolamento di esecuzione (UE) 2022/1317, recepito dall’Italia con Decreto Ministeriale n. 362512 del 23 agosto 2022 – concede la possibilità ad ogni singolo Stato membro di:

  • derogare dall’obbligo di rotazione dei seminativi
  • derogare dall’obbligo di destinare il 4% a superficie non produttiva (con possibilità di semina eccetto le colture di mais e soja)

Ne consegue che per l’effetto combinato di quanto sopra, le semine (solo per la campagna 2022-2023) sono “libere “da vincoli, vincoli che vanno considerati per le semine della campagna 2023-2024.

Gli operatori tecnici degli uffici della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi sono a disposizione per approfondire l’argomento. Tutti i dettagli della riforma saranno evidenziati nel corso di incontri che l’Associazione sta appositamente organizzando.

Esempio: una azienda di 100 Ha di seminativo che volesse seminare il 100% di frumento, con le vecchie regole nel 2022 ha dovuto impostare un piano con tre colture, di cui la principale per non più di 75 Ha (quindi frumento), la terza per almeno il 5% di superficie, e la seconda coltura con una superficie differenza tra la prima e la terza. Con le nuove regole e le deroghe 2023, l’azienda potrà procedere alla semina di 95,9 Ha di frumento e seminare in primavera la restante superficie (tranne mais/soia/ceduo a r.r.), o lasciarla incolta. Per il 2024, con la riforma a regime, la rotazione va rispettata e quindi l’azienda dovrà optare per altre colture diverse dal frumento, sulle particelle impegnate nell’anno 2023, e destinare il 4% della superficie a riposo.