Rincari: Florovivaismo in balia della crisi

Occorre prestare la dovuta attenzione alla pesante situazione che vive il settore florovivaistico europeo. Le aziende italiane, in particolare, sono in sofferenza per l’impennata dei costi produttivi ed energetici, la difficoltà a reperire i mezzi di produzione e la manodopera. Continuano ad interessare lo Stivale gli effetti del cambiamento climatico, come la siccità e le bombe d’acqua. Lo ha ribadito Confagricoltura in occasione del gruppo di lavoro Fiori e Piante del Copa Cogeca, tenutosi in Olanda.

Gli esperti europei si sono confrontati sul problema degli aumenti energetici e di produzione che, in assenza di misure urgenti, mettono in pericolo la tenuta dell’intero comparto all’interno della UE. Il florovivaismo ha sempre avuto un ruolo centrale nell’economia agricola nazionale. L’Italia è tra i principali produttori di piante e fiori della UE e vanta una grandissima varietà grazie alle sue caratteristiche territoriali.

Anche nella nostra provincia il settore non è secondario. Elisabetta Petracco, presidente della Sezione economica Essenze legnose e florovivaismo della Libera associazione agricoltori cremonesi, ha sottolineato come l’impennata dei costi produttivi ed energetici, la difficoltà a reperire i mezzi di produzione e la manodopera, abbiano messo in sofferenza anche il settore florovivaistico della nostra provincia. Situazione che si addiziona ai danni provocati dalla fauna selvatica ed agli effetti del cambiamento climatico, come la siccità e le bombe d’acqua accompagnate da forti venti e grandinate. Siccità che ha compromesso anche i nuovi impianti di pioppo – comunica la presidente – che ora dovranno essere ricostituiti con gravi danni economici anche in questo comparto.
Il florovivaismo ha un ruolo importante nell’economia agricola della zona di Piadena, che con Canneto sull’Oglio, sono uno dei distretti più importanti in Italia per la produzione di piante ornamentali. Confagricoltura ha calcolato che gli aumenti previsti per la produzione di piante e fiori nel 2022 possano stimarsi almeno del 70%, sul 2021, con punte che rischiano anche di superare il 100%.
La nostra preoccupazione – conclude Elisabetta Petracco – è che, in assenza di misure urgenti, si metta in pericolo la tenuta dell’intero comparto e delle tante realtà di piccoli florovivaisti, presenti nel nostro territorio, anche per il calo dei consumi. È indubbio che fiori e piante, pur con il loro importante apporto nel migliorare la qualità della vita, rischiano di essere sacrificati per risparmiare nel timore della crescita dell’inflazione. Ben vengano le manifestazioni come le Invasioni Botaniche che avvicinano i cittadini alle nostre produzioni specializzate, con i loro colori hanno una grossa valenza nella psiche umana: fiori e piante, rappresentano qualcosa che cresce, si evolve…

Florovivaismo – produzione nazionale