RIUNIONE DEL GRUPPO DI DIALOGO CIVILE AGRICOLTURA BIOLOGICA DELLA COMMISSIONE UE

Si è tenuta la riunione del Gruppo di dialogo Civile (CdG) agricoltura biologica della Commissione UE. La riunione del gruppo è iniziata con la presentazione del nuovo capo unità della Commissione per il settore del biologico, il dott. Cangafano. Si è poi proseguito con l’elezione del presidente e vice presidente del CdG, con la riconferma di alla presidenza di Marian Blom (vice presidente di IFOAM) e alla vice presidenza di Luigi Tozzi (vice presidente WP Organic Agriculture del Copa Cogeca).

Al termine della elezione sono stati trattati i seguenti punti all’ordine del giorno:

  • Posticipo dell’entrata in vigore del Reg. UE 848/18;
  • Piano d’azione europeo del biologico;
  • Azioni da intraprendere per i casi di Febbre suina africana;
  • Sospensione dei prodotti veterinari allopatici nelle 48 ore.

In particolare, come richiesto dal Copa Cogeca e da tutti gli Stati Membri, a causa della crisi sanitaria mondiale, è stata posticipata di un anno l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sull’agricoltura biologica e di tutti i suoi atti delegati ed esecutivi.

Posticipo dell’entrata in vigore del Reg. UE 2018/848

Come richiesto dal Copa Cogeca e da tutti gli Stati Membri, a causa della crisi sanitaria mondiale, è stata posticipata di un anno l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sull’agricoltura biologica e di tutti i suoi atti delegati ed esecutivi. La Commissione ha anche informato il gruppo che gli atti già concordati finora saranno automaticamente inclusi nel testo base del Reg 2018/848

Piano d’azione europeo biologico

Come è noto, per attuare la strategia europea sulla biodiversità è prevista l’adozione di uno specifico piano d’azione per il settore biologico. A tal riguardo la Commissione ha avviato una consultazione pubblica per avere indicazioni per la sua redazione. Nel corso della discussione la Commissione ha fornito alcune anticipazioni sulle linee del piano che dovrebbe:

  • Aumentare la domanda, il consumo e la produzione di prodotto biologico;
  • Favorire appalti pubblici verdi per la diffusione dei prodotti biologici.
Primo punto

La delegazione italiana ha rilevato, in accordo con le posizioni di Confagricoltura e del Copa, che l’aumento della superficie dedicata al biologico previsto dalla strategia, non può essere slegato da quello dell’aumento della produzione biologica europea. Si deve infatti evitare che l’aumento della domanda favorisca solo i trasformatori che, per soddisfare le richieste del mercato, importano prodotto dall’estero.

Inoltre, è necessario garantire che i prezzi pagati all’impresa agricola siano sempre equi e assicurino il giusto reddito. A tal riguardo è stato ricordato alla Commissione che già da tre anni in Francia e in Belgio, la GDO sta praticando prezzi uguali per prodotti biologici e convenzionali e che questo si sta ripercuotendo in maniera estremamente negativa sui produttori agricoli. Inoltre il settore mostra i primi segni di crisi anche in Italia, dove si assiste alla costante diminuzione dei terreni che sono stati messi in conversione negli ultimi quattro anni. Con un tale trend è evidente che sarà molto difficile raggiungere gli obiettivi della strategia sulla biodiversità. In sintesi, lo sviluppo della richiesta di prodotto biologico, le politiche dell’importazione, il mantenimento del prezzo equo ai produttori sono questioni intimamente legate tra loro. Malgrado questo, la Commissione ha dichiarato che si concentrerà sugli obiettivi interni della strategia europea e non su quelli esterni (importazioni di prodotti).

Secondo punto (appalti verdi)

E’ stato ricordato che l’Italia è all’avanguardia avendo già pubblicato un DM interministeriale sui CAM (Criteri Ambientali Minimi) per gli appalti pubblici per la ristorazione collettiva (mense di ospedali, scuole, università). I CAM si caratterizzano per favorire tutte le produzioni sostenibili, compresa l’agricoltura biologica, ma non solo. Questo dovrebbe essere l’approccio corretto per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità previsti dal Green Deal.

Febbre suina africana

È noto che in Germania si sono verificati alcuni casi di febbre suina africana. L’esportazione della carne proveniente dal paese teutonico è stata bloccata nei mercati asiatici. L’allevamento biologico è particolarmente colpito dalle misure di contenimento della malattia, perché secondo il regolamento gli animali devono stare molto tempo fuori dalle stalle. Ad oggi, in Germania le deroghe concesse agli allevatori biologici per fronteggiare la malattia non sono univoche ed il problema, si potrebbe porre anche in altri Paesi nei prossimi anni. A tal fine è stato richiesto alla Commissione di impegnarsi a trovare soluzioni univoche in tutta la UE, coordinandosi con la DG SANTE.

48 Ore di sospensione per alcuni prodotti veterinari allopatici

Il tempo di sospensione tra l’ultima somministrazione di medicinali veterinari allopatici ad un animale e la produzione di alimenti ottenuti con metodi biologici deve essere almeno di 48 ore. Nel caso delle produzioni avicole questa disposizione è di difficile applicazione, in particolare per i trattamenti antiparassitari. La Commissione, su proposta del Copa, ha proposto una deroga, che però pare alcuni Stati membri non vogliano accettare (l’Italia è a favore). La Commissione ha detto che se la situazione nel negoziato con gli SM non migliorerà, chiederà la consultazione dei suoi servizi legali.