Scarse precipitazioni e riserve nevose: l’agricoltura soffre la siccità

Grandi preoccupazioni per l’attuale situazione idrica. L’ultimo bollettino sulle riserve idriche emesso da Arpa Lombardia (aggiornato al 23 gennaio 2022) parla, per Regione Lombardia, di un totale di 1.554,6 milioni di metri cubi di acqua a disposizione, suddivisi tra 610,6 milioni di manto nevoso, 400,3 milioni negli invasi e 543,7 milioni nei laghi. Questi numeri sono in enorme ribasso rispetto ad un anno fa (inverno certamente proficuo dal punto di vista delle precipitazioni) quando, nello stesso periodo, a disposizione vi erano ben 5.140,5 milioni di metri cubi di acqua (3.818,9 milioni dal manto nevoso, 434 milioni dagli invasi e 887,6 nei laghi). Il calo dunque è quasi del 70%. Ma il calo è sensibile anche rispetto alla media del periodo (calcolata tra il 2006 e il 2020): in questo caso la percentuale complessiva è del -51%, con un -66,5% per quanto riguarda la neve, -30,3% per quanto riguarda gli invasi e -29,6% per quanto riguarda i laghi.

Per quanto riguarda l’accumulo nevoso, preoccupa l’andamento delle medie annuali che negli ultimi 15 anni evidenzia un evidente calo, con il picco negativo nel 2022. Emerge infatti come il dato al 31 gennaio 2022 sia il più basso degli ultimi 15 anni a pari data: 43 cm contro una media di 129, cioè il 67 % meno della media dell’ultimo quindicennio. Un dato straordinariamente basso e perfettamente in linea con l’innalzamento medio delle temperature riscontrato nel nord Italia nel corso degli ultimi 15 anni. L’anomalia di quest’anno, oltre all’innalzamento delle temperature, è la scarsità delle precipitazioni che, per altro, fanno il pari con i fenomeni grandigeni anomali della scorsa estate, evidenziando una dinamica metereologica in rapido cambiamento probabilmente influenzata dall’accumulo energetico dovuto all’innalzamento delle temperature. Questi numeri evidenziano una situazione quanto mai complessa e che solo nevicate copiose e oltre media, per altro non previste almeno fino al prossimo 15 febbraio, possono almeno attenuare.

Per quanto riguarda il Po la portata è scesa del 30% rispetto alla media allo scorso anno nello stesso periodo. Non piove da oltre 50 giorni, il che significa dalla seconda metà di dicembre. Al ponte della Becca il grande fiume ha toccato i -3 metri sul livello idrometrico, persino più in basso che a Ferragosto. Analizzando i laghi si può notare come anche per il lago Maggiore, dove tutti gli indicatori evidenziano una situazione particolarmente complessa. Il dato che più preoccupa è l’afflusso al lago che, assumendolo pari circa 70 m3/s e ipotizzando di avviare subito l’inizio delle operazioni per invasare il lago garantendo il deflusso minimo vitale, necessiterebbe di ben 83 giorni alle attuali condizioni. Ovviamente con le piogge primaverili tale durata temporale di riempimento verrà ridotta a qualche settimana al più. Se permane l’assenza dell’accumulo nevoso come sopra richiamata, è utile rammentare che l’autonomia del Lago Maggiore, in assenza di afflussi significativi (inferiori a 100 m3/s), pur adottando la quota di invaso autorizzata a 150 cm ed ipotizzando una soglia minima di invaso a – 20 cm, è ragionevolmente inferiore ai 30 giorni, dopo di che sono inevitabili riduzioni importanti alle derivazioni agricole e idroelettriche. Parlando di laghi, è curioso notare la dinamica dei volumi d’acqua presenti nel Lago di Garda. Siamo infatti a +8,7% rispetto alla media del periodo, ma questo per effetto dello scioglimento anticipato della neve in montagna, con preziose risorse idriche che si stanno disperdendo troppo precocemente. Come se non bastasse sta per diventare operativo il Deflusso Ecologico, che andrà a sostituire il Deflusso Minimo Vitale. Il modello di calcolo base del Deflusso Ecologico può arrivare a raddoppiare il valore del Deflusso Minimo Vitale, sottraendo così ulteriori risorse al comparto irriguo. È in corso la fase di confronto con Regione Lombardia sull’attuazione del nuovo Deflusso Ecologico; qualora non si tenga conto dell’attuale situazione applicando in modo territorialmente coerente i criteri correttivi, si rischia di introdurre una nuova criticità al comparto irriguo. Confagricoltura Lombardia è già in contatto con Regione Lombardia per confrontarsi sul nuovo Deflusso Ecologico così da evitare ulteriori impatti sull’intera filiera agricola.

Fonte: Confagricoltura Lombardia