Scarti verde, nota Regione Lombardia

Regione Lombardia, attraverso una sua nota ufficiale, mette in chiaro la normativa nazionale in merito all’utilizzo di sfalci e ramaglie, confermando che il materiale vegetale proveniente dalla manutenzione del verde pubblico e privato, può essere utilizzato in agricoltura.

La regione, infatti, sottolinea la differenza tra rifiuto e sotto prodotto o gestione di materia, specificando che i residui che devono essere impiegati in uso agricolo, debbano caratterizzarsi di un’adeguata tracciabilità tra il punto di produzione e il luogo di destinazione. L’utilizzo del sottoprodotto o della materia, inoltre, deve essere agronomicamente corretto e riconducibile ad una buona pratica agricola evitando gli abbruciamenti.

Le casistiche riportate nella nota della Regione Lombardia riguardano tre differenti scenari:

  • Il soggetto che svolge la lavorazione del verde è un agricoltore – florovivaista che utilizza ad esempio sfalci ed erba presso la propria azienda nel ciclo agricolo o per la produzione di biogas.

In questo caso, il materiale vegetale non viene considerato rifiuto ma gestione di materia.

  • Il soggetto che effettua la manutenzione è un florovivaista non agricoltore che raccoglie i residui e li riutilizza solo come ammendanti. Anche in questo caso il materiale verde è considerato gestione di materia all’interno dello stesso ciclo produttivo e non viene classificato come rifiuto.
  •  Il soggetto che svolge l’attività di manutenzione conferisce gli scarti della lavorazione ad un agricoltore terzo che li inserisce all’interno del suo ciclo agronomico al fine di produrre biogas o materia utile alla sua attività agricola chiudendo così il ciclo del sottoprodotto.

In questa situazione, il materiale rientra nella gestione di un sottoprodotto e non viene considerato rifiuto purché il soggetto sia in possesso del documento di trasporto DDS e contratto che includa destinatario e corretto utilizzo agronomico.

In conclusione, la norma specifica che non vengono considerati rifiuti, soltanto i residui considerati non pericolosi e derivanti da buone pratiche colturali, costituiti da paglia e altro materiale agricolo o forestale.

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