Seconda tappa nel viaggio delle fake news: “La natura produce sostanze buone per l’uomo mentre le sostanze di sintesi sono sempre nocive “

“In natura vi sono i veleni più terribili in piante come la scilla marittima (Scilla maritima L.), l’oleandro (Nerium oleander L.), la cicuta (Conium maculatum L.), la vite bianca (Bryonia dioica L.), la belladonna (Atropa belladonna L.), ecc. Infine in Europa la purissima (perché perfettamente rispondente ai canoni del biologico) agricoltura del medioevo causava migliaia di morti per un’intossicazione alimentare prodotta dalla Claviceps purpurea – fungo parassita dei cereali – e nota come ergotismo (piaga oggi sradicata anche grazie all’uso degli anticrittogamici per la concia delle sementi)”.

I peggiori veleni esistenti in natura sono presenti nelle piante. Si pensi ad esempio ai terribili veleni presenti in Conium maculatum, in Scilla maritima o in Atropa belladonna.

Questi veleni, sono sintetizzati dalle piante da milioni di anni per colpire i loro nemici mortali e cioè gli animali erbivori e fra questi l’uomo. È interessante a questo riguardo notare che le sostane velenose prodotte dai vegetali, a differenza dei fitofarmaci sintetizzati dall’uomo e che sono fatti apposta per colpire o le catene metaboliche dei vegetali, o il modo di nutrirsi degli insetti e dosati in funzione del loro peso corporeo, infinitesimo rispetto all’uomo, non fanno nessuna distinzione tra esseri viventi; sono tutti considerati “nemici da combattere. Secondo Bruce Ames (classe 1928 – professore emerito di Biologia e biochimica all’università della California Berkeley) ogni pianta produce alcune dozzine di tossine, alcune delle quali (con una dose abbastanza alta) sarebbero tossiche per gli esseri umani.

Ames stima che gli americani mangino circa 1,5 g di fitofarmaci naturali per persona al giorno, che è circa 10.000 volte più di quanto ingeriscono in fatto di residui di fitofarmaci sintetici (Ames,1990).

“Naturale ma oltremodo insalubre è il ceppo di E. coli O104, produttore di tossine che ha dato 54 morti e 10.000 ricoveri ospedalieri in Germania nel 2011 per cibi (germogli di fieno greco) che provenivano da una filiera di agricoltura biologica”.

Una sintesi “operativa” di tali concetti è stata di recente fatta da Alex Berezow (2017): “Occorre tener presente che per ogni terribile pesticida sintetico che l’uomo ha creato, Madre Natura ha creato qualcosa di peggio che probabilmente ognuno di noi mangia regolarmente. Tuttavia, se insisti ancora a eliminare tutti i pesticidi dalla tua dieta, c’è una cosa che puoi fare: smettere di mangiare”.

Nel suo lavoro Ames (voce Bruce Ames, Wikipedia, 2017; Ames e Gold, 2000) si è costantemente preoccupato del fatto che un’attenzione eccessiva per gli effetti sulla salute relativamente minori di tracce di agenti sintetici potesse allontanare le scarse risorse finanziarie per la ricerca sui rischi più concreti per la salute e causare confusione nell’opinione pubblica sull’importanza relativa dei diversi rischi, proprio quello che oggi sta accadendo in modo sempre più massiccio. In tal senso Ames ha dichiarato che “se si hanno migliaia di rischi ipotetici a cui si dovrebbe prestare attenzione, ciò distoglie l’attenzione dai principali rischi da cui ci si dovrebbe proteggere.”

Il problema sollevato da Ames lo viviamo tutti i giorni in agricoltura quando osserviamo che l’opinione pubblica viene ad arte spaventata per la concia delle sementi, che per difendere i semi delle piante coltivate usa 50 g di principio attivo per ettaro evitando così almeno uno o due irrorazioni a pieno campo con quantità di prodotto venti volte maggiori.

Fonte:

LE 15 MENZOGNE DEL BIOLOGICO –

Agrarian Sciencesagrariansciences.blogspot.com