Sentenza della Corte Costituzionale: agevolazione IMU prima casa

La corte ha dichiarato incostituzionali le normative che impedivano di riconoscere ai fini IMU l’esenzione abitazione principale per coniugi con diversa residenza. Allargando la possibilità di considerare abitazione principale anche quella di coniugi che abitano in due case nello stesso comune.
Ovviamente parliamo di coniugi proprietari delle case con residenze diverse e l’esenzione si applica sulla singola quota (o 100%) di proprietà della casa che viene usata da ognuno come abitazione principale.

Fino al 20/12/2021 la Legge n. 160 del 2019 articolo 1 comma 741 prevedeva che “Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.” Quindi era possibile l’esistenza di due abitazioni principali se i coniugi risultavano avere residenze diverse in abitazione situate in differenti comuni come confermato dalla circolare 3/DF del 18 maggio 2012.

La Corte di Cassazione con svariate ordinanze fra cui ultima la n. 5936 del 23 febbraio 2022 ha affermato che l’esenzione IMU prevista per l’abitazione principale richiede non soltanto che il possessore (soggetto passivo) e il suo nucleo familiare dimorino stabilmente in tale immobile, ma altresì che vi risiedano anagraficamente. Aprendo la strada ad una interpretazione piuttosto penalizzante secondo la quale, se un nucleo familiare non risiede per intero in una singola abitazione non potrà vantare l’esenzione su alcuna delle case abitate separatamente dai singoli componenti il nucleo.

Dal 21/12/2021 per porre rimedio a tale situazione è stata introdotta una modifica legislativa con efficacia dal 21/12/2021. A seguito di tale modifica l’articolo 1 della Legge n. 160/2019 veniva variato come segue: “Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale o in comuni diversi, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile, scelto dai componenti del nucleo familiare”. Introducendo la possibilità di scegliere una abitazione come principale ai fini IMU qualora i componenti del nucleo avessero avuto due residenze anagrafiche in due diversi comuni e quindi mantenendo il nucleo familiare “diviso”.

La corte costituzionale con sentenza n. 209 depositata in data 13 Ottobre 2022 ha statuito che ciascun possessore di immobili ha diritto all’esenzione Imu, purché abbia residenza anagrafica e dimora abituale nella casa, a prescindere da residenza e dimora del coniuge o del convivente. Aggiungendo che sotto questo profilo, non cambia nulla se le due residenze disgiunte siano nello stesso comune o in comuni diversi. Va comunque stabilito con sufficiente certezza l’effettivo utilizzo come dimora principale da parte dei singoli coniugi, il comune pertanto può verificare se quanto affermato (e direi riconosciuto inizialmente dal Comune stesso con il rilascio della residenza) sia vero o meno.

Ovviamente le sentenze della corte costituzionale hanno effetto retroattivo e aprono la strada alle richieste di rimborso delle IMU pagate in eccesso nei termini dei 5 anni.