Si può nutrire il mondo ritornando alle tecnologie agricole in uso prima della rivoluzione verde? 5° tappa

Prosegue il nostro viaggio nelle fake news per un’opinione consapevole

Molti affermano che sarebbe possibile alimentare l’intera popolazione mondiale rinunciando alle varietà moderne, ai fitofarmaci di ultima generazione e ai concimi di sintesi.

L’affermazione è basata su una equazione di cui non si è mai verificata la soluzione: se si tornasse a una agricoltura priva di qualsiasi modernità, e se questa fosse applicata al 100 per cento su tutto il territorio, sì, la produzione diminuirebbe del 40 per cento, ma sarebbe comunque sufficiente per sfamare tutto il mondo. Come? Riducendo gli sprechi alimentari.

A ben vedere la soluzione è già stata verificata come impossibile nel vicino passato. Se guardiamo ad esempio al 1960, allora si produceva 1/3 di quanto si produce oggi e il 40% della popolazione mondiale era al di sotto della soglia di sufficienza alimentare contro il 10% odierno. Questo maggiore benessere alimentare è stato possibile grazie alla ricerca continua che l’agricoltura convenzionale ha portato avanti in questi anni, ottenendo un importante riduzione delle perdite dovute agli eventi atmosferici avversi e agli attacchi parassitari.

Per produrre meno, vengono inoltre proposte soluzioni neo-malthusiane che propugnano la diminuzione demografica del pianeta. Domanda, chi si arrogherà il diritto di decidere da chi o da che cosa si deve cominciare?

Dobbiamo quindi ricordarci che i due concetti di sostenibilità ambientale e alimentare devono andare di pari passo verso un obiettivo comune: garantire cibo sicuro e sostenibile a tutti. Per farlo non servono strade superficiali prese a cuor leggero, ne criminalizzare un intero comparto che lavora al nostro benessere.

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Fonte: Le 15 menzogne sul biologico