«Siamo increduli, ma reagiremo»

La lettera del presidente della Libera Agricoltori ai soci dell’associazione

Gentili Soci,

debbo purtroppo comunicare che ci troviamo ad affrontare una forte e inaspettata criticità che coinvolge tutto il territorio della nostra provincia.
Come se non fosse sufficiente la già nota situazione di crisi legata alla pandemia da coronavirus, si è presentata una nuova
contingenza, assolutamente sorprendente e inaspettata
, riguardo all’Ente Fiera, con particolare riferimento alla Mostra
Internazionale del Bovino da Latte
.
Siamo consapevoli del valore nazionale e internazionale dell’Istituzione Fiera di Cremona, seconda solo a livello Regionale
a quella di Milano. Siamo altrettanto a conoscenza che la Mostra Nazionale e Internazionale del Bovino da latte rappresenti
la peculiarità più rilevante tra le varie iniziative fieristiche, perché radicata in un territorio leader a livello Nazionale nel settore della produzione agrozootecnica e agroalimentare.
Questa Mostra è da ormai tanti anni un appuntamento irrinunciabile, non solo per gli addetti al settore; infatti i cittadini
cremonesi, provinciali ed extra hanno da sempre familiarità con questo evento che permette di toccare con mano la passione, la conoscenza e l’eccellenza dell’allevamento zootecnico espresso a livelli straordinariamente qualitativi. Inoltre la Fiera è da sempre occasione di confronto culturale, tecnico specialistico e di scambio scientifico tra gli addetti ai lavori.
Questo vivace incontro ha portato negli anni il proliferare di attività imprenditoriali tra le più sofisticate e innovative, oltre che l’insediamento dei più avanzati centri accademici di ricerca e sperimentazione.
Si stima che l’indotto in termini di ricaduta economico-finanziaria delle Istituzioni Fieristiche possa raggiungere il rapporto di 1 a 10, che equivale a dire che la Fiera di Cremona fa fruttare, per il tramite delle sue iniziative, decine di milioni di euro sul territorio. In ragione di quanto sopra, la Mostra Nazionale e Internazionale del Bovino da Latte non è certamente «solo» un evento a valenza squisitamente agricola, ma è indubitabilmente un evento determinante di tipo economico e finanziario per l’intero nostro territorio. In maniera sorprendente, senza alcun preavviso e con decisione unilaterale, apprendiamo la volontà di
Anafij di trasferire questa manifestazione da Cremona a Montichiari.
In maniera ancor più inusuale è stata indetta una
conferenza stampa, promossa ampiamente in anticipo rispetto all’evento di Montichiari, alla presenza dei vertici di Regione
Lombardia nella figura dell’Assessore Regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi e con l’annunciata presenza, non verificatasi, del Presidente Regionale.
Alla luce di quanto si è verificato sotto i nostri increduli occhi ci si domanda come sia possibile che chi gestisce il sistema fieristico lombardo, ovvero la Regione Lombardia, acconsenta a questa proposta unilateralmente promossa da una sola
organizzazione di allevatori, l’Anafij.

È questo il modo di tutelare, controllare e coordinare i piani di sviluppo regionali?
Inoltre, come è possibile che un’organizzazione di proprietà di tutti gli allevatori e finanziata anche da soldi pubblici, l’Anafij, si arroghi il diritto di trasferire un brand pluridecennale come la Mostra del bovino di Cremona? È facilmente intuibile che quanto si è verificato è molto lontano dal nostro modo di pensare il sistema Cremonese e Lombardo. È inoltre pleonastico sottolineare che la nostra organizzazione non condivide questo esproprio e si batterà per salvaguardare la nostra gloriosa tradizione fieristica.
Qualora la volontà politica si dimostrasse sorda alle nostre istanze, sarà palese che essa dovrà assumersi la responsabilità delle preoccupanti, ancorché prevedibili, ripercussioni negative per il nostro territorio.
Nella convinzione che i nostri associati ci siano vicini in questa situazione, porgo a tutti voi e alle vostre famiglie un saluto cordiale

Riccardo Crotti

Presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi