Siccità, la Libera: agire subito!

È arrivato il giorno dell’ultimo appello. L’agricoltura oramai ridotta allo stremo dalla situazione siccità necessita al più presto di un intervento istituzionale per essere supportata.

Nonostante i 5 millimetri di pioggia caduti questa settimana sui campi cremonesi, la situazione non accenna al miglioramento e si prospettano danni devastanti. Raccolto del grano anticipato di circa due settimane, produzioni inferiori alla media, mais e riso a rischio e secondi raccolti decisamente messi a dura prova, sono solo alcune delle gravi realtà che stanno affliggendo l’agricoltura in questo inizio estate che ora vede anche la produzione di frutta in maturazione tra luglio e agosto a rischio compromissione.

“Chiediamo al governo che venga dichiarato lo stato di emergenza” è l’appello lanciato sul filo della disperazione dal Presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti che aggiunge “stiamo rischiando di non portare a termine le coltivazioni primaverili e già per quelle invernali la raccolta dei cereali sta andando malissimo, con perdite al 30% e per l’Italia oltre 2 miliardi di euro, in un momento in cui tutti chiedevano di produrre creali. È necessario dare delle priorità sull’uso delle acque, certamente prima le famiglie ma subito dopo l’agricoltura”.

Mercoledì pomeriggio si è tenuto il vertice in Prefettura al quale hanno partecipato i presidenti dei consorzi di bonifica della provincia Umberto Brocca (Consorzio irrigazioni cremonesi), Alessandro Bettoni (Dugali Naviglio Adda-Serio) e Carlo Vezzini (Naviglio civico Cremona) che hanno definito necessaria l’adozione di tre immediate azioni: il rilascio delle risorse idriche dagli invasi alpini, la deroga al Deflusso Minimo Vitale e la deroga ai livelli minimi di regolazione del lago di Como. Obbiettivo unico: non compromettere definitivamente le coltivazioni.

Anche Libera Associazione Agricoltori Cremonesi ha partecipato al vertice con il vice Presidente Amedeo Ardigò che ha rimarcato: “se non gestiamo correttamente la crisi corriamo il pericolo che l’emergenza diventi catastrofe. Per questo ci appelliamo alle indicazioni di tecnici preposti, vale a dire proprio i Consorzi di Irrigazione”.