Smog, città fuorilegge per qualità aria. Il rapporto di Legambiente

Legambiente scrive al Commissario europeo all’Ambiente: troppi ritardi e inadeguatezza nei provvedimenti di Governo e Regioni italiane contro l’inquinamento.

La qualità dell’aria in Italia non migliora. Sono già 11 le città che a inizio settembre hanno sforato, con almeno una centralina, il limite previsto per le polveri sottili, cioè la soglia dei 35 giorni nell’anno solare con una media di PM10 quotidiana superiore a 50 microgrammi per metro cubo. Le peggiori sono Verona e Venezia con 41 giorni di sforamenti. Maglia nera anche a Cremona con 38. A fare il punto ci pensa il rapporto di Legambiente ‘Mal’aria 2021’, un documento in cui l’associazione segnala i ritardi nell’applicazione dei provvedimenti di emergenza e dei piani di risanamento dell’aria, sia da parte del Governo che delle principali Regioni italiane.

Secondo Legambiente l’Italia si trova davanti a un bivio: pagare una multa miliardaria per inadempienza all’Ue, oppure agire efficacemente e con urgenza per ridurre l’inquinamento delle nostre città. Il nostro Paese ha infatti all’attivo tre procedure di infrazione con la commissione, in territori dove la salute dei cittadini è stata messa ripetutamente a rischio per le elevate concentrazioni degli inquinanti atmosferici. La sanzione potrebbe comportare il taglio di futuri fondi europei destinati all’Italia, in primis, e poi alle singole Regioni inadempienti.

Adottare misure anti-smog da subito potrebbe essere l’unico modo per evitare il superamento dei limiti giornalieri di polveri sottili durante l’autunno e l’inverno prossimi. Inoltre, la riduzione costante e progressiva degli inquinanti dovrà portare al loro dimezzamento (meno 55%) entro il prossimo decennio, in accordo con il Piano d’azione europeo ‘Verso l’inquinamento zero’.

Fonte: Legambiente