Spreco alimentare, -11,78% rispetto al 2019

Un manifesto contro lo spreco alimentare fatto circolare durante la Seconda guerra mondiale negli Stati Uniti d’America

E’ imminente la pubblicazione del II Report di attività dell’Osservatorio sulle eccedenze, sui recuperi e sugli sprechi alimentari istituito nel 2017 presso il Crea, l’Ente di ricerca del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, e coordinato da Laura Rossi.” Ad annunciarlo nell’ottava Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare è il Sottosegretario Giuseppe L’Abbate.

I dati raccolti indicano che il sistema delle organizzazioni di produttori (OP) è altamente organizzato e valorizza le eccedenze attraverso la loro redistribuzione agli organismi caritativi e mantenendone, dunque, l’uso per l’alimentazione umana per un 68%. La distribuzione riguarda essenzialmente la frutta (84%) rispetto agli ortaggi (16%) mentre l’eccesso di produzione o viene redistribuito o viene trasformato per i due terzi del totale.

Il Mipaaf – prosegue L’Abbate – è in prima linea nel portare avanti azioni per far sì che questo tasso aumenti e che la quota non destinata alla alimentazione umana possa diminuire. Un impegno testimoniato anche dall’ultima Legge di Bilancio che ha incrementato di 40 milioni di euro la dotazione per il Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone con fragilità sociali e alimentari, che si sommano ai 250 milioni di euro già inseriti nel Decreto Rilancio. Garantiamo così – conclude il Sottosegretario – la tutela alimentare delle fasce di popolazione più fragili, riducendo lo spreco alimentare”.​

Aumenta la consapevolezza rispetto allo spreco alimentare

Aumenta la consapevolezza degli italiani rispetto alle questioni ambientali e al consumo di cibo. Sono significativi infatti i dati che emergono dal rapporto ‘Il caso Italia’ del Waste Watcher International Observatory. Innanzitutto perché pongono l’Italia tra i Paesi più attenti allo spreco alimentare e alle corrette abitudini alimentari durante la pandemia, e poi perché, secondo la rilevazione, solo in Italia nel 2020 si è sprecato l’11,78% di cibo in meno rispetto all’anno precedente.

Per Confagricoltura si tratta di un importante passo avanti, che non deve però fare abbassare la guardia su un fenomeno che resta comunque ancora diffuso. E il fenomeno non riguarda solo il consumo domestico, ma l’intera filiera agroalimentare, lungo la quale ci sono ancora molte, troppe dispersioni.

Confagricoltura ribadisce il contributo fondamentale che possono dare le imprese agricole nella lotta allo spreco e nell’attuazione del Piano nazionale contro gli sprechi alimentari, di cui il nostro Paese si è dotato già da qualche anno.

“L’agricoltura non spreca cibo, anzi, da sempre applica i principi dell’economia circolare, cercando di recuperare attraverso il riutilizzo degli scarti agricoli – sottolinea il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. Il lavoro da fare è ancora lungo e va accompagnato da un cambiamento di abitudini e costumi, su cui anche Confagricoltura sta contribuendo, e di cui si iniziano a intravedere i primi segnali”.

Fonte: UFFICIO STAMPA MIPAAF

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