Strategia dell’UE per ridurre le emissioni di metano

La Commissione europea ha recentemente pubblicato la strategia dell’UE per ridurre le emissioni di metano così da conseguire gli obiettivi climatici per il 2030 e la neutralità climatica entro il 2050 come dal Green Deal europeo.

L’obiettivo dell’azione politica è quello di contribuire sia agli sforzi di decarbonizzazione che all’obiettivo “inquinamento zero” dell’UE assumendo che, entro il 2030, è necessaria una riduzione delle emissioni di metano dell’ordine del 35-37 % rispetto al 2005.

La Commissione delinea quindi un quadro politico globale che unisce azioni concrete di settore ed intersettoriali all’interno dell’UE, anche attraverso specifiche proposte legislative, partendo dal presupposto che l’UE ha fissato obiettivi di riduzione al 2030 dei gas ad effetto serra (anidride carbonica, metano e protossido di azoto, ecc.) ma non esiste tuttavia alcuna politica ad hoc per la riduzione delle emissioni antropiche di metano (l’UE ha affrontato per la prima volta il problema delle emissioni di metano con una strategia adottata nel 1996).

In merito ai settori, la comunicazione indica che a livello UE, le emissioni di metano provengono per il 53 % dall’agricoltura, per il 26 % dai rifiuti e per il 19 % dall’energia. Rispetto ai livelli del 1990, le emissioni di metano nel settore dell’energia si sono dimezzate, mentre le emissioni provenienti dai rifiuti e dall’agricoltura sono diminuite rispettivamente di un terzo e di poco più di un quinto.

Le emissioni di metano agricolo sono principalmente di origine zootecnica dovute alla fermentazione enterica (80,7 %) ed alla gestione del letame (17,4 %), a cui si aggiungono quelle rilasciate dalla risicoltura (1,2 %).

La comunicazione riconosce che esistono pratiche di mitigazione la cui realizzazione dovrebbe essere agevolata come ad esempio possibili sinergie e compromessi per contenere il costo della riduzione delle emissioni nel settore agricolo attraverso la riduzione delle perdite di nutrienti nei mangimi per animali mediante fermentazione enterica e produzione di biogas. Inoltre, anche i cambiamenti nello stile di vita e nell’alimentazione possono avere un ruolo nell’azione di riduzione delle emissioni di metano.

Di seguito si riportano le principali azioni intersettoriali delineate nella strategia e le azioni specifiche per il settore agricolo.

AZIONI INTERSETTORIALI ALL’INTERNO DELL’UE

L’obiettivo prioritario è quello di garantire che le imprese applichino, nei vari settori, metodologie di misurazione e comunicazione per le emissioni di metano molto più accurate di quanto non avvenga attualmente per orientare meglio le misure di mitigazione.

Istituzione di un osservatorio internazionale delle emissioni di metano

La Commissione sosterrà l’istituzione di un osservatorio internazionale indipendente delle emissioni di metano che avrà il compito di raccogliere, sottoporre a controllo incrociato, verificare e pubblicare i dati sulle emissioni antropiche di metano a livello mondiale. L’osservatorio si occuperà inizialmente del metano proveniente dai settori del petrolio e del gas fossile, ma si prevede di estendere l’ambito di applicazione dell’osservatorio alle attività connesse al carbone, ai rifiuti e all’agricoltura, una volta che per tali settori saranno stabilite metodologie di monitoraggio e comunicazione di uguale affidabilità.

Rilevamento satellitare, Copernicus e monitoraggio aereo

Viene previsto che Copernicus, il programma dell’UE di osservazione della terra, possa concorrere al miglioramento della sorveglianza aerea indiretta e al monitoraggio delle emissioni di metano, in particolare, contribuendo al rilevamento e monitoraggio dei super emettitori mondiali.

Riesame ed eventuale revisione della pertinente legislazione in materia di ambiente e clima

Come indicato nel Green Deal europeo la Commissione a partire dal 2021 intende riesaminare la legislazione dell’UE, con l’obiettivo generale di conseguire obiettivi climatici più ambiziosi. Nell’ambito di tale riesame rientreranno una serie di atti legislativi quali quello relativo al sistema per lo scambio di quote di emissioni (ETS) dell’UE ed il regolamento sulla condivisione degli sforzi (ESR).

Per quanto riguarda la revisione della legislazione in materia di riduzione dell’inquinamento la Commissione valuterà, inoltre, se sia possibile rafforzare il ruolo della direttiva sulle emissioni industriali (direttiva IED) nella prevenzione e nel controllo delle emissioni di metano, sia con l’estensione della direttiva IED ai settori responsabili delle emissioni di metano che non erano ancora stati inclusi, sia con una maggiore attenzione verso il metano durante il riesame dei documenti di riferimento (BREF) sulle migliori tecniche disponibili (BAT).

Entro il 2025 la Commissione riesaminerà anche la direttiva concernente gli impegni nazionali per la riduzione delle emissioni (direttiva NEC) e, nell’ambito di tale riesame, valuterà la possibilità di includere il metano tra gli inquinanti regolamentati.

Opportunità nella produzione di biogas

Viene specificato che i rifiuti umani e agricoli non riciclabili (tra cui viene inserito il letame) e i flussi di residui possono essere utilizzati all’interno di digestori anaerobici per produrre biogas o nelle bioraffinerie per produrre biomateriali e sostanze biochimiche intermedie. Se utilizzati per la produzione di biogas, tali materie prime possono contribuire efficacemente a ridurre le emissioni di metano provenienti dai processi di decomposizione anaerobica che avvengono in natura.

Oltre a contribuire efficacemente a ridurre le emissioni, al tempo stesso, la produzione di biogas può generare ulteriori entrate e offrire opportunità di sviluppo e di investimento nelle zone rurali.

A tal fine la collaborazione con e tra gli agricoltori e le comunità locali viene riconosciuta come centrale per offrire opportunità di miglioramento delle economie locali e promuovere la circolarità.

Secondo la strategia di decarbonizzazione a lungo termine dell’UE, entro il 2050 il consumo annuo di biogas (biogas e biometano) nell’UE dovrebbe crescere da circa 17 Mtep nel 2017 fino a toccare i 54-72 Mtep.

Questo aumento della produzione contribuirà al raggiungimento degli obiettivi dell’UE in materia di energie rinnovabili e di clima delineati nella strategia a lungo termine.

Viene anche indicato che i piani strategici nazionali relativi alla politica agricola comune (PAC), insieme con gli obiettivi stabiliti nei piani nazionali per l’energia e il clima, dovrebbero incoraggiare un intervento integrato che includa il sostegno a pratiche agricole adeguate, l’uso sostenibile del digestato e dei nutrienti contenuti, investimenti in impianti efficienti e servizi quali consulenza, formazione e innovazione.

A tal fine la Commissione affronterà la questione nelle raccomandazioni specifiche per gli Stati membri entro la fine del 2020.

La Commissione riesaminerà il quadro normativo del mercato del gas per favorire l’utilizzo di quelli rinnovabili, esaminando anche questioni quali l’allacciamento alle infrastrutture e l’accesso al mercato per la produzione distribuita di gas rinnovabili a livello locale. L’imminente revisione della direttiva sulle energie rinnovabili, che avverrà a giugno 2021, presenterà inoltre opportunità di offrire un ulteriore sostegno mirato per accelerare lo sviluppo del mercato del biogas.

Di seguito le azioni specifiche per il settore agricolo con la relativa tempistica:

  • nel primo semestre del 2021 la Commissione sosterrà l’istituzione di un gruppo di esperti incaricato di analizzare le metriche delle emissioni di metano nel ciclo di vita. L’attività del gruppo verterà sulla gestione del bestiame, del letame e dei mangimi, sulle caratteristiche dei mangimi, sulle nuove tecnologie e pratiche e su altre questioni. Il gruppo si adopererà inoltre per definire una metodologia del ciclo di vita riguardante le emissioni complessive per il bestiame;
  • entro la fine del 2021 la Commissione, in collaborazione con gli esperti del settore e gli Stati membri, redigerà un inventario di migliori pratiche e tecnologie disponibili per esplorare e promuovere una più ampia adozione di azioni innovative in materia di mitigazione. Tali azioni si concentreranno in particolare sul metano proveniente dalla fermentazione enterica;
  • a partire dal 2021 la Commissione promuoverà l’adozione di tecnologie di mitigazione attraverso una più ampia diffusione del sequestro del carbonio nei suoli agricoli all’interno degli Stati membri e dei loro piani strategici per la PAC.;
  • per incoraggiare i calcoli relativi al bilancio del carbonio a livello di azienda agricola, la Commissione presenterà, entro il 2022, un modello digitale di “navigatore del carbonio” e orientamenti su percorsi comuni per il calcolo quantitativo delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra;
  • nel piano strategico Orizzonte Europa 2021-2024, la Commissione valuterà l’opportunità di proporre ricerche mirate sui diversi fattori che contribuiscono in modo efficace alla riduzione delle emissioni di metano, concentrandosi sulle soluzioni basate sulla natura e sulle tecnologie, nonché sui fattori che determinano cambiamenti nei regimi alimentari.

Ci sono però delle considerazioni da fare: a fronte di alcune opportunità che devono essere colte dal settore per rendere le produzioni sempre più sostenibili dal punto di vista ambientale, diverse sono le criticità che potrebbero scaturire dall’applicazione di normative sempre più stringenti che richiedono notevoli impegni economici ed organizzativi da parte delle imprese. Peraltro in un contesto in cui la zootecnia, e più in generale l’agricoltura, sta attraversando una fase delicata dovuta all’emergenza Covid.

Per tali motivi sarà necessario seguire con particolare attenzione l’implementazione della strategia sul metano a livello UE, per assicurare la sostenibilità economica delle imprese agricole, garantendo allo stesso tempo la sostenibilità ambientale, nonché sviluppare ulteriori opportunità nel settore delle bioenergie e della fertilizzazione organica.

In particolare occorrerà tener conto:

  • di prevedere un sostegno adeguato alle imprese sia in termini di finanziamento delle misure da realizzare, sia sulla informazione, formazione e consulenza;
  • che la ricerca e l’innovazione sono strumenti indispensabili per individuare le migliori soluzioni;
  • che l’intensificazione degli allevamenti, sempreché sostenibile, riduce le emissioni per unità di prodotto;
  • le imprese devono avere la possibilità di utilizzare tecniche di abbattimento delle emissioni che assicurino equivalenti livelli di benefici ambientali o che comunque assicurino un adeguato rapporto costo-efficacia e che consentano sempre un’adeguata competitività all’azienda;
  • di puntare soprattutto su soluzioni gestionali ed organizzative, evitando di richiedere interventi strutturali che risulterebbero antieconomici; come nel caso delle imprese zootecniche privilegiando gli interventi sull’alimentazione e sullo spandimento degli effluenti.

La strategia sulla riduzione delle emissioni di metano deve essere chiaramente inserita in un contesto più ampio in cui occorre puntare:

  • su miglioramento di produzione e produttività. Abbiamo un tasso di auto approvvigionamento ancora basso (dati 2019): 50% per la carne bovina, 64% per carni suine e salumi, 78% per lattiero caseari e addirittura 36% per la carne ovicaprina;

promuovere i consumi interni, con campagne che riconoscano il giusto valore nutrizionale agli alimenti zootecnici, che non sono solo cibo ma sono nutrimento essenziale per l’uomo mentre invece spesso ricevono poco gratificanti accuse.