Strategia UE in materia di sostanze chimiche per la sostenibilità

La Commissione europea ha recentemente adottato una nuova strategia in linea con quanto previsto dal Green Deal: la “Strategia in materia di sostanze chimiche per la sostenibilità – Verso un ambiente privo di sostanze tossiche” prevede l’introduzione di disposizioni specifiche per affrontare in modo coerente e armonizzato gli effetti combinati delle sostanze.

L’UE, essendosi dotata di uno dei quadri normativi più completi e tutelanti in materia di sostanze chimiche, compie un passo in più grazie a questa strategia e traccia una visione a lungo termine che mira ad azzerare l’inquinamento e a raggiungere l’obiettivo di produrre e utilizzare le sostanze chimiche in modo sostenibile.

Fatti e cifre sulle sostanze chimiche, l’industria chimica e la legislazione in materia di sostanze chimiche

  • Nel 2018 le vendite mondiali di prodotti chimici sono ammontate a 3347 miliardi di euro: analizzando questi dati, l’Europa risulta il secondo produttore (con il 16,9 % delle vendite), nonostante un dimezzamento della quota negli ultimi 20 anni e la previsione di un ulteriore calo entro il 2030.
  • La produzione di prodotti chimici rappresenta il quarto comparto industriale dell’UE – con 30 000 imprese, il 95% delle quali PMI – che dà lavoro a circa 1,2 milioni di addetti direttamente e a 3,6 milioni indirettamente.
  • L’UE dispone di un quadro normativo completo che conta circa 40 strumenti, tra cui il regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), il regolamento relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze pericolose (CLP) e, tra gli altri, la legislazione in materia di sicurezza dei giocattoli, dei cosmetici, dei biocidi, dei prodotti fitosanitari, degli alimenti, degli agenti cancerogeni sul luogo di lavoro, senza dimenticare la legislazione in materia di protezione dell’ambiente.
  • L’84 % degli europei è preoccupato per l’incidenza sulla propria salute delle sostanze chimiche presenti nei prodotti di uso quotidiano e il 90 % è preoccupato per il loro impatto sull’ambiente.

La normativa europea sulle sostanze chimiche, soprattutto attraverso il Regolamento REACH, pone l’Unione Europea all’avanguardia rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile a livello globale. La Commissione, attraverso la nuova Strategia, intende comunque intraprendere ulteriori azioni volte a:

  • promuovere attività di ricerca per l’individuazione di tecnologie e processi industriali innovativi che rendano le sostanze chimiche sicure e sostenibili fin dalla fase di progettazione e lungo l’intero ciclo di vita;
  • ridurre ed eliminare gradualmente dai prodotti quali giocattoli, articoli per l’infanzia, cosmetici e prodotti tessili le sostanze più pericolose. La riduzione e la sostituzione delle sostanze chimiche preoccupanti nei prodotti migliora la qualità e la sicurezza dei materiali destinati al recupero e al riciclo, in linea con gli obiettivi dell’economia circolare;
  • promuovere, attraverso strumenti finanziari e programmi di ricerca e innovazione, la ricerca e sviluppo di materiali avanzati;
  • applicare restrizioni in via prioritaria a tutte le sostanze più critiche.
  • introdurre criteri per la valutazione del rischio associato alle miscele di sostanze, tenendo conto anche degli effetti combinati in altre normative pertinenti, ad esempio la legislazione in materia di acqua, additivi alimentari, materiali a contatto con gli alimenti, detergenti, etc.;
  • proporre nuove classi e criteri di pericolo nel regolamento CLP per affrontare appieno i problemi di tossicità ambientale, persistenza, mobilità e bioaccumulo, con particolare riguardo agli interferenti endocrini ed ai contaminanti presenti negli alimenti;
  • adottare misure legislative per ridurre i rischi associati all’utilizzo delle sostanze per- e poli-fluoroalichiliche (PFAS) e allo stesso tempo promuovere azioni volte alla loro sostituzione;
  • semplificare il quadro legislativo, attraverso, tra l’altro, l’adozione di modifiche mirate del Regolamento REACH.

Sicuramente, alla luce della nuova Strategia, ci sarà un nuovo impulso da parte dell’industria ad investire sulla ricerca e sviluppo di nuove sostanze maggiormente sostenibili, come peraltro viene richiesto già da tempo dallo stesso comparto agricolo che, a seguito della revisione normativa in ambito fitosanitario, che ha eliminato un gran numero di principi attivi disponibili, si trova sempre più frequentemente sprovvisto di adeguati mezzi tecnici per impostare una corretta difesa delle colture.

Tuttavia, sebbene la Strategia citi la regolamentazione sui prodotti fitosanitari come esempio virtuoso di normativa che già tiene conto delle problematiche relative agli interferenti endocrini, appare evidente come dalla sua attuazione potranno determinarsi nel prossimo futuro importanti ricadute in ambito agricolo per quanto riguarda le sostanze utilizzabili in ambito fitosanitario, ma non solo.

Anche per tali motivi, nel prosieguo occorrerà monitorare con attenzione i provvedimenti che deriveranno dalla attuazione della Strategia.