SUPERBONUS 110%

Il Superbonus 110% si affianca ai bonus già esistenti e precisamente:

• interventi di recupero del patrimonio edilizio (articolo 16-bis del dpr. 917/1986) attraverso il bonus facciate, arredi e giardini;

• interventi antisismici (cosiddetto “sismabonus”, art. 16 del decreto-legge n. 63/2013, convertito dalla legge n. 90/2013);

 • riqualificazione energetica degli edifici (cosiddetto “ecobonus”, art. 14 del decreto-legge n. 63/2013).

La legge ha aumentato fino al 110% la detrazione spettante ai contribuenti che sostengono le spese relative agli interventi previsti dai bonus nel periodo compreso tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, indipendentemente dalla data di realizzazione degli interventi.

La detrazione, da ripartire tra gli aventi diritto, deve essere fruita in cinque quote annuali di pari importo, e si applica in sede di denuncia dei redditi in diminuzione dell’imposta dovuta. Oppure è possibile ricorrere, previa opzione, a due alternative: a) il cosiddetto “sconto in fattura”: il fornitore che ha effettuato gli interventi pratica uno sconto totale o parziale sul corrispettivo dovuto e diventa titolare del relativo credito d’imposta (che potrà poi eventualmente cedere ad altri soggetti); b) cessione del credito agli istituti di credito o altri intermediari finanziari o altri soggetti che possono “acquistare” il credito d’imposta dal contribuente ed utilizzarlo (anche cedendolo, a loro volta, ad altri soggetti).

In entrambi i casi, il contribuente evita di pagare in tutto o in parte gli interventi. Soggetti e immobili interessati: gli interventi agevolabili sono solo quelli sostenuti dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arte e professione, sugli edifici esistenti, su parti di edifici esistenti o su unità immobiliari esistenti che rientrino nelle categorie catastali previste, anche rurali, posseduti o detenuti.

I titolari di reddito d’impresa (imprese individuali, enti e società) o professionale rientrano tra i beneficiari nella sola ipotesi di partecipazione alle spese per interventi trainanti effettuati dal condominio sulle parti comuni. In ogni caso sono esclusi dagli interventi gli immobili con categoria catastale A/1 (abita-zioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville), nonché con categoria A/9 (Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici) se non aperti al pubblico.

L’immobile oggetto degli interventi, quindi, deve essere destinato ad uso abitativo: ciascun contribuente può beneficiare dell’agevolazione per gli interventi eseguiti su non più di 2 immobili (sono quindi comprese le seconde case). Interventi trainanti e trainati: il Superbonus spetta a fronte del sostenimento delle spese relative a taluni specifici interventi finalizzati alla riqualificazione energetica e alla adozione di misure antisismiche degli edifici (cd. interventi “trainanti”) nonché ad ulteriori interventi, realizzati congiuntamente ai primi (cd. interventi “trainati”), che devono iniziare e terminare nell’arco temporale di svolgimento degli interventi trainanti.