Symbola, “Italia in 10 selfie”: l’agricoltura italiana è tra le più sostenibili

Fondazione Symbola, in “L’Italia in 10 sel­fie. Un’economia a misura d’uomo per affrontare il futuro”, presenta i punti di forza dell’economia italiana nella svolta verso la sostenibilità

Introduzione

Secondo i dati riportati nel report di Fondazione Symbola, “L’Italia in 10 sel­fie. Un’economia a misura d’uomo per affrontare il futuro”, la svolta verso un’economia sempre più sostenibile sarebbe già stata imboccata da buona parte del Paese, aziende annesse. Un processo che sta coinvolgendo sempre un maggior numero di imprese, a cui viene dedicato un macro obiettivo all’interno del PNRR con un budget complessivo di 68,6 miliardi.  L’Italia, sta dando e può continuare a dare un importante contributo in questa direzione grazie ai suoi punti di forza.

“Un’Italia che fa l’Italia, presente sui mercati internazionali grazie ad una capacità di tenere insieme competitività, ambiente e coesione sociale, innovazione e tradizioni antiche, empatia e tecnologia, bellezza, capitale umano e comunità. Un Paese che, insieme all’Europa, può dare un importante contributo a “non sprecare la crisi”, a costruire un mondo più sicuro, più civile, più gentile. Per ridare forza alla speranza in una situazione difficile. Perché per dirla con Gandhi “la vita non è aspettare che passi la tempesta ma imparare a danzare sotto la pioggia”

ERMETE REALACCI Presidente Fondazione Symbola,

I selfie verso la sostenibilità

I dati che Symbola presenta in questi “selfie” raccontano primati nell’economia circolare, nella green economy, nel design che attraversano i settori del made in Italy. Primati che si nascondono nelle pieghe del territorio, spesso sconosciuti alla maggioranza delle persone. È invece davvero importante conoscere il potenziale e i punti di forza della nostra economia ed esserne orgogliosi.

Agricoltura italiana leader in Europa per sostenibilità

Ottime notizie e soprattutto dati incoraggianti arrivano dal settore agroalimentare: l’agricoltura italiana è tra le più sostenibili in Europa, con una quantità di emissioni pari a 30 mln di tonnellate di CO2 equivalenti, nettamente inferiori a quelle di Francia (76 mln), Germania (66 mln), Regno Unito (41 mln) e Spagna (39 mln). Il settore ha ridotto del 20% l’uso di pesticidi (2011-2018), a fronte di un aumento negli altri paesi europei (Francia e Germania) ha aumentato l’utilizzo e la produzione di energie rinnovabili e ha ridotto i consumi di acqua. Il settore vanta ben 305 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 524 vini Dop/Igp, 5155 prodotti tradizionali regionali il maggior numero di aziende agricole biologiche. Nel 2020 il settore agroalimentare ha segnato un record storico nelle esportazioni con un valore di 46,1 mld (+1,8% rispetto 2019). L’Italia ha poi il primato comunitario di giovani (gli under 35 alla guida di un’impresa agricola sono oltre 56 mila) e donne in agricoltura (un’azienda agricola su quattro – 28% – è guidata da donne: quasi 210mila imprenditrici).

Campioni europei nell’economia circolare

Il primo selfie rappresenta un primato per il nostro Paese: l’Italia, in Europa, ha la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti, ovvero il 79,3 % di rifiuti sono avviati a riciclo. Il dato mostra un’incidenza quasi doppia rispetto la media europea, ed è superiore ad altri grandi Paesi europei: Francia (55,8%), Regno Unito (50,5%), Spagna (43,5%), Germania al (42,7%). La sostituzione di materia seconda nell’economia italiana determina un risparmio annuale pari a 23 mln di tonnellate equivalenti di petrolio e a 63 mln di tonnellate di CO2. Siamo primi tra i grandi Paesi Ue anche per riduzione di rifiuti: 43,2 tonnellate per milione di euro prodotto, la Spagna ne produce 48,7, la Gran Bretagna 60,8, la Germania 59,5, la Francia 74,7 (media Ue 78,8).

Il Made in Italy è sempre più green

Ad oggi, sono oltre 432 mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi con dipendenti, che hanno investito nel periodo 2015-2019 in prodotti e tecnologie green. In pratica quasi una su tre. Un dato che cresce nelle imprese guidate da imprenditori under 35 dove la quota delle investitrici è stata pari al 47%. I principali investimenti puntano sull’efficienza energetica e fonti rinnovabili insieme al taglio dei consumi di acqua e rifiuti, seguono la riduzione delle sostanze inquinanti e l’aumento dell’utilizzo delle materie prime seconde. Le imprese che investono nel green esportano e innovano di più e generano più lavoro.

L’Italia è seconda per export di prodotti green

Una conferma che la sostenibilità rappresenta per il Made in Italy un assset strategico arriva da uno studio condotto dall’Università di Oxford. L’Italia, grazie al numero di brevetti ambientali depositati, basse emissioni di CO2 e rigorose politiche ambientali, risulta al 2° posto nel mondo nel Green Complexity Index, indice che misura la capacità di esportare prodotti green tecnologicamente avanzati, dopo la Germania e seguita da USA.

Fonte: L’Italia in 10 sel­fie. Un’economia a misura d’uomo per affrontare il futuro”, Fondazione Symbola