Tavolo Latte, Il futuro passa dall’Interprofessione

Serve programmazione, condivisione e riequilibrio della filiera

In settimana si sono tenuti presso Palazzo Lombardia il Tavolo regionale con gli attori della filiera sul settore lattiero-caseario e a Roma il Tavolo Latte convocato al ministero delle Politiche agricole.

Al primo ha partecipato il presidente di Confagricoltura Lombardia e della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, Riccardo Crotti, che riconoscendo lo sforzo dell’Assessore regionale Fabio Rolfi per accogliere le richieste dell’Organizzazione, chiede un intervento urgente per salvaguardare il lavoro quotidiano di tutti gli allevatori lombardi. Sono state consegnate all’Assessore la proposte di Confagricoltura Lombardia chiedendo interventi immediati a breve termine e a medio-lungo periodo per salvaguardare non solo la dignità degli allevatori, ma anche difendere l’anello della catena produttiva che viene da troppo tempo dimenticato: “non possiamo più accettare che il numero di stalle lombarde diminuisca ogni anno perché questo fatto andrà ad incidere sulla qualità offerta al consumatore finale e sui prodotti di eccellenza che ci invidiano in tutto il mondo” ha affermato Crotti.

L’indomani Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, all’apertura del Tavolo Latte afferma che “Il confronto sul nostro sistema lattiero caseario, che avevamo reiteratamente richiesto, oggi è diventato realtà e ringraziamo il Ministro Patuanelli per l’attenzione nei nostri confronti, convocando gli operatori del comparto a condividere strategie e visioni. Tra l’aumento dei prezzi delle materie prime destinate all’alimentazione del bestiame, la penalizzazione mediatica dei prodotti lattiero caseari e degli allevamenti zootecnici specializzati, è essenziale, per i nostri imprenditori, una riforma delle politiche per il settore, che parta da un’equa determinazione della catena del valore e dal dialogo con gli attori della filiera”.

Negli ultimi cinque anni, ricorda Confagricoltura, il livello di autoapprovvigionamento nazionale è cresciuto di circa il 20% e abbiano quasi raggiunto l’autosufficienza (98,7% per il CLAL). Questo, però, sta determinando nuove dinamiche e nuove sfide per il sistema produttivo. Da un lato il crollo delle importazioni di latte sfuso dall’estero, con la sola Germania, che segna un –26%, dall’altro il calo dei livelli di autosufficienza di materie prime per l’alimentazione del bestiame che, con la riduzione degli stock mondiali, ha causato il vertiginoso aumento dei prezzi (mais +48% rispetto al 2020, orzo +36,5%, sorgo +34,7%, soia +35%).

“Il prezzo del latte rimane stabile, mentre la redditività degli allevamenti è affondata dall’aumento dei costi di produzione. Non si può andare avanti – mette in risalto Giansanti – se il prodotto alla stalla spunta un prezzo inferiore a quello di produzione. Abbiamo apprezzato il recente sforzo del Mipaaf che ha destinato 26 milioni del ‘Fondo filiere agricole’ alla filiera dell’allevamento delle vacche da latte; tuttavia occorre fare molto di più. Ci confronteremo anche con gli industriali per eliminare tutti quegli elementi che penalizzano il posizionamento degli allevatori, a partire dalle dinamiche contrattuali e dei meccanismi di fissazione dei prezzi. Così come si potrebbe agire sulla leva fiscale, abbassando l’aliquota Iva. Il futuro del settore passa, inevitabilmente, dal miglioramento del dialogo della filiera lattiero casearia, attraverso appuntamenti stabili e concreti di concertazione, dalla fase agricola fino alla distribuzione, con l’istituzione di un Organismo Interprofessionale”.

Il maggiore coordinamento all’interno della filiera, per Confagricoltura, oltre a valorizzare il prodotto e studiare modelli contrattuali di mutuo vantaggio, servirà per avviare campagne mediatiche ed informative per contrastare i pregiudizi sui prodotti del settore. Per garantire il fabbisogno per l’alimentazione del nostro patrimonio bovino ci vuole un piano per favorire l’aumento della produzione nazionale di materie prime vegetali. Così come va favorita l’innovazione e la ricerca per aprire nuovi sbocchi di mercato in campo farmaceutico, nutrizionale e cosmetico.

Fonte: Confagricoltura