Tomato World, OI Pomodoro Nord Italia: più risorse per competitività e sostenibilità della filiera in PAC

Fonte: OI Pomodoro Nord Italia

Si è conclusa l’edizione 2022 di Tomato World, la più importante mostra-convegno italiana sul sistema professionale del pomodoro da industria, che ha concluso la campagna 2021 con una produzione complessiva che ha sfiorato i sei milioni di tonnellate, consolidando l’Italia come secondo produttore a livello mondiale alle spalle degli Stati Uniti e davanti alla Cina.

L’OI Pomodoro del Nord Italia ha organizzato il forum “Il Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027 e la filiera italiana del pomodoro da industria”, per conoscere i contenuti specifici del piano e per rispondere ai tanti quesiti che l’entrata in vigore della nuova Pac avrà sul comparto: quale sarà il ruolo della filiera del pomodoro nella nuova programmazione? E soprattutto quali risorse saranno destinate a questa filiera? Sul tema il dibattito è molto acceso stante le domande ancora aperte (visto che il piano prevede la possibilità di modifiche).

La mattinata ha visto innanzitutto l’intervento introduttivo di Tiberio Rabboni, presidente dell’OI pomodoro da industria Nord Italia, che ha ripercorso il lungo cammino compiuto dall’Oi negli ultimi mesi per garantire un’adeguata centralità a questa filiera nell’ambito del Piano nazionale.

“In vista della definizione del Piano – ha spiegato Rabboni – come OI abbiamo inviato ai decisori nazionali un documento condiviso da tutte le componenti con le richieste minime indispensabili a supportare la crescita competitiva e la transizione ecologica della filiera del pomodoro, e, da quel che ci risulta, purtroppo, in Italia siamo stati gli unici a farlo. Le richieste riguardavano l’allineamento del valore del premio accoppiato a quello previsto in Spagna, la valorizzazione della Produzione Integrata e la possibilità di accesso ai benefici degli ecoschemi (ai quali, ricordiamo, è destinato il 25% di tutte le risorse destinate ai pagamenti a superfice), ma anche il sostegno al risparmio idrico e alla irrigazione a goccia (che attualmente non è più previsto, in quanto si ritiene che questa tecnica non rappresenti più un’innovazione”

Richieste giustificate anche dal fatto che le stime sull’impatto della “convergenza interna” dei titoli PAC a superfice evidenziano una perdita secca per i produttori storici di pomodoro da industria del 30% già nel 2026 e dal venire meno, nel 2023, del contributo per il cosiddetto “greening”.

Importante, dunque, l’intervento di Luigi Polizzi, direttore generale per le politiche internazionali e dell’UE del Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che ha chiarito come la situazione potrà ancora vedere delle modifiche ( quelle alle quali si riferisce il documento presentato dall’ Oi), proprio nell’ottica di tenere conto anche delle istanze delle filiere.

Una posizione condivisa anche da Paolo De Castro, vicepresidente Commissione Agricoltura Parlamento Europeo – intervenuto on line – che ha richiamato l’attenzione sul fatto che la dotazione complessiva destinata all’Italia è rimasta invariata.

Pronta la risposta degli attori della filiera – Luigi Sidoli, direttore Organizzazione Produttori Ainpo, Pier Luigi Arata, presidente Organizzazione Produttori Asipo , Luca Artioli, responsabile prodotti per l’industria Apoconerpo, Vanni Girotti, Vice Presidente Conserve Italia, Guido Conforti, responsabile area nord Italia Associazione Nazionale Industrie Conserve Alimentari Vegetali e Alessandro Squeri della industria Steriltom -, che hanno richiamato l’ attenzione su alcune priorità, che potrebbero migliorare la situazione, anche alla luce del balzo di costo dei fattori di produzione, cui stiamo assistendo: innanzitutto una revisione al rialzo del plafond del premio accoppiato, ma anche il recupero di risorse all’interno dell’OCM (organizzazione di mercato per questo settore) e ovviamente nel prezzo di mercato.

Importante, dunque, in questo quadro, l’impegno, che nel concludere i lavori, si è assunto Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna:  ossia, farsi portatore in sede nazionale e di conferenza delle regioni della richiesta di aumentare il valore ettaro del pagamento accoppiato per il pomodoro per avvicinarlo alla Spagna, nonché quella e di modificare l’ecoschema 4 (foraggere in avvicendamento) per renderlo accessibile anche ai produttori di pomodoro.

Fonte: OI Pomodoro Nord Italia