Ultime variazioni prezzi cereali

Nell’ultimo mese sono diminuiti i prezzi del mais, ad eccezione di quello statunitense, mentre sono cresciute le quotazioni di soia ed orzo. In particolare, per la soia, tale andamento potrebbe essere dovuto ad un incremento degli acquisti di tale prodotto da parte della Cina, nell’ottica di rilancio e ripresa della produzione di carne suina, su cui il Paese sta puntando dopo i problemi sanitari (peste suina africana) che lo avevano colpito.

Mais

In dicembre, a Milano il prezzo del mais nazionale con caratteristiche è sceso del – 0,1% rispetto a novembre, fermandosi a 192,0 euro/t, mentre il prodotto contratto 103 è stato scambiato a 189,0 euro/t (-0,1%). In calo anche la quotazione del mais comunitario (-0,8%), che ha raggiunto i 201,5 euro/t. Variazione congiunturale negativa è stata registrata anche sul mercato francese (-0,4%) dove il mais è stato scambiato a 201,7 euro/t. Il mercato statunitense rappresenta l’unico, invece, ad aver fatto segnare una variazione congiunturale positiva (+1,2%), con un prezzo che è salito a 144,3 euro/t. Le variazioni tendenziali sono risultate positive per tutti i prodotti considerati.

Soia

Alla borsa merci di Milano, la soia nazionale ha raggiunto il valore più alto da giugno del 2014, toccando un valore medio mensile pari a 439,5 euro/t (+6,3% la variazione congiunturale), mentre il prezzo del prodotto estero è salito del +4,4%, per un dato di 446,5 euro/t che rappresenta il più alto da maggio del 2014. Un incremento (+1,8%) è stato registrato anche per la soia statunitense che ha raggiunto un valore medio mensile di 351,0 euro/t, nettamente superiore a quelli dei due anni precedenti. Dopo il forte incremento subito in novembre, nell’ultimo mese torna a calare il prezzo della soia brasiliana sceso a 388,6 euro/t (-9,1%). Le variazioni tendenziali sono risultate tutte positive con valori compresi tra +22% e +28%.

Orzo

Nell’ultimo mese il prezzo dell’orzo nazionale scambiato a Milano è salito raggiungendo i 191,0 euro/t (+3,9% la variazione congiunturale), mentre il prodotto comunitario è cresciuto del +3,8%, fermandosi a 207,0 euro/t. Un calo congiunturale del -1,0% è, invece, stato registrato sul mercato francese dove l’orzo è stato scambiato a 201,3 euro/t. Positive le variazioni tendenziali per tutti i mercati considerati.

Su questo argomento: Confagricoltura per il rilancio del mais. Servono incentivi.

Fonte: Crefis