Zootecnia. Continua la crisi del settore suinicolo italiano

Per il quinto mese consecutivo, la redditività dell’allevamento di suini a livello nazionale, si conferma ai minimi storici degli ultimi 7 anni (pandemia inclusa). La riduzione della redditività è causata in parte dalla diminuzione dei prezzi dei suinetti di 7 kg e inoltre, dall’aumento dei prezzi delle materie prime utilizzate per l’alimentazione animale, che, conseguentemente hanno influenzato negativamente la redditività della fase di svezzamento. Quest’ultima ha mostrato un calo rispettivamente del -4,3% rispetto al mese precedente e -12,1% rispetto all’anno prima.

Un piccolo segnale di ripresa ha interessato la redditività della fase di accrescimento che è aumentata del +2,0% rispetto al mese precedente. Le ragioni di questo piccolo aumento riguardano principalmente l’aumento dei prezzi dei suini d’allevamento (anche essi +2% rispetto ad aprile) e dalla stabilità dei prezzi dei suinetti verificata da inizio periodo. Purtroppo però, i segnali positivi di questo aumento nel breve periodo rimangono insufficienti, soprattutto se confrontati ai livelli registrati lo stesso mese dello scorso anno (-22,9%).

 Il pesante calo dei prezzi dei suini da macello ha determinato una drastica diminuzione della redditività (-11,1%) degli allevatori anche della fase di ingrasso.

Nell’ultimo mese, anche i macellatori sono stati colpiti dalla riduzione di redditività che si è ridotta del -2,5% rispetto al mese di aprile.  Le cause di questo calo sono imputabili al calo delle quotazioni di alcuni tagli di carne suina.

A maggio, si è osservato un calo della redditività rispetto ai mesi precedenti, anche per la fase di stagionatura del Parma DOP, causata dal maggior costo sostenuto dagli stagionatori per l’acquisto delle cosce ad inizio stagionatura. Tuttavia, i valori di maggio si confermano superiori rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda il commercio estero dell’Italia di suini e tutti i prodotti derivati, nel periodo tra gennaio e febbraio 2022 è stato realizzato complessivamente un saldo finale di -40,5 milioni di euro, dato in peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2021 di ben 15 milioni di euro. Le ragioni riguardano principalmente la crescita dell’import.

Fonte: Crefis

https://www.crefis.it/index.php?eID=dumpFile&t=f&f=754&token=b10c247208ecfb9a65467711059933176d36a53a