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12.01.2026 - 06:19
Nel comunicato diffuso il 9 gennaio, Confagricoltura conferma le proprie forti perplessità sull’accordo commerciale UE–Mercosur, dopo il primo sì a maggioranza arrivato in sede Coreper (riunione degli ambasciatori dei 27 Stati membri). La Confederazione annuncia che seguirà con attenzione i prossimi passaggi dell’iter di ratifica e si riserva di valutare «ogni possibile iniziativa volta a tutelare le imprese agricole e a difendere la tenuta economica delle nostre filiere».
Il punto politico: la reciprocità come condizione non negoziabile
La criticità principale richiamata da Confagricoltura riguarda il principio di reciprocità, ritenuto fondamentale per garantire un commercio internazionale «equo e trasparente». Nella posizione espressa, l’accordo — nella forma attuale — rischia di consolidare un’asimmetria: alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, mentre per le importazioni dai Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) le stesse regole non risulterebbero applicate con pari efficacia.
Il rischio economico: concorrenza sbilanciata e competitività sotto pressione
Secondo Confagricoltura, questa impostazione genera una disparità di condizioni di concorrenza e competitività. L’apertura del mercato unico a prodotti realizzati con vincoli e costi nettamente inferiori rispetto a quelli sostenuti dalle aziende europee finirebbe per penalizzare il modello produttivo italiano ed europeo, che fa della qualità e della sicurezza i propri tratti distintivi.
Una partita che riguarda anche il territorio
Per le imprese agricole del Cremonese e, più in generale, per le filiere agroalimentari italiane, il tema è strettamente connesso alla tenuta economica: i margini aziendali, gli investimenti e la capacità di mantenere standard elevati dipendono anche dal quadro competitivo. È in questo contesto che Confagricoltura chiede attenzione sulle regole del gioco: se gli standard richiesti qui sono più alti, la condizione indicata come imprescindibile è che lo siano anche per chi esporta verso l’Unione.
I prossimi passaggi: monitoraggio sull’iter di ratifica
Nel comunicato del 9 gennaio, Confagricoltura ribadisce che continuerà a monitorare «con estrema attenzione» l’iter di ratifica e le successive decisioni a livello europeo, riservandosi di valutare ogni iniziativa utile a tutelare le imprese e difendere la solidità delle filiere.