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16.01.2026 - 07:38
Cesare Soldi sarà in piazza a Strasburgo il 20 gennaio 2026 per portare la voce della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi dentro una mobilitazione europea che punta dritta al dossier Mercosur. La manifestazione è promossa dall’organizzazione agricola francese FNSEA e si svolgerà davanti al Parlamento europeo, nel quadro delle proteste degli agricoltori contro l’attuale impianto dell’accordo di libero scambio UE–Mercosur.
La posizione è netta e ruota attorno a un principio operativo: reciprocità. Confagricoltura sostiene che, senza garanzie effettive su regole identiche, l’agricoltura europea rischia di subire una concorrenza sleale da produzioni sottoposte a standard qualitativi e ambientali meno rigorosi rispetto a quelli richiesti alle imprese UE.
Per un imprenditore agricolo questo significa una cosa concreta: non è solo un tema “politico”, ma un tema di competitività e margini, perché la differenza di standard può tradursi in differenze di costo e quindi in pressione sui prezzi all’origine.
Nel comunicato, Confagricoltura colloca la protesta dentro una fase «importante e delicata» per il settore:
da un lato, la transizione tecnologica e scientifica per adattare le colture alle nuove sfide climatiche;
dall’altro, l’allargamento dei mercati internazionali, che richiede regole chiare e valide per tutti.
La richiesta, quindi, non è l’isolamento commerciale: è che l’accesso al mercato UE avvenga con condizioni comparabili per chi produce dentro e fuori l’Unione.
Confagricoltura afferma che l’accordo con il Mercosur, al netto del comparto vino, risulta «sbilanciato» a favore dei produttori sudamericani. È un passaggio rilevante perché segnala che, nella lettura della Confederazione, l’equilibrio complessivo delle concessioni non tutela adeguatamente le filiere agricole più esposte.
A Strasburgo, Confagricoltura annuncia la presenza insieme a Copa-Cogeca e ad altre organizzazioni europee per chiedere un accordo che preveda meccanismi di tutela efficaci e tempestivi a protezione delle aziende e della produzione agricola italiana ed europea, oltre che dei consumatori.
Il 20 gennaio è indicato come un momento di pressione diretta sugli eurodeputati: diverse ricostruzioni internazionali riportano che le mobilitazioni degli agricoltori, in particolare in Francia, mirano anche a influenzare il percorso dell’intesa che passa dal Parlamento europeo.
Per le imprese, il messaggio è chiaro: la partita si gioca su clausole, controlli e strumenti di salvaguardia. E l’obiettivo dichiarato è ottenere “nero su bianco” condizioni che evitino squilibri competitivi nel mercato unico.
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