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12.01.2026 - 07:27
Ci sono territori che, a prima vista, sembrano tutti uguali: pianura verde, cascine, strade che si rincorrono tra un paese e l’altro. Poi ci sono aziende che, in quel paesaggio, accendono una luce diversa. L’Azienda Agricola Bianchessi, a Quintano, in piena campagna cremasca, è una di queste: una storia di famiglia, pecore, formaggi e scelte coraggiose.
Dietro al nome c’è una coppia, Simona Tarenghi e Davide Bianchessi, e una decisione che non è solo imprenditoriale ma di vita: lasciare percorsi lavorativi già tracciati per dedicarsi all’allevamento ovino da latte, recuperando una tradizione antica e guardandola con gli occhi di oggi.
Non è un salto nel buio, è un salto nel prato.
Dal lavoro d’ufficio al prato stabile
La storia inizia davvero quando Simona sceglie di cambiare rotta: dalle scrivanie e dai documenti contabili alla gestione di un gregge, di un caseificio, di una filiera che inizia sull’erba e finisce nel piatto. Accanto a lei, Davide e i figli, perché qui la dimensione familiare non è un dettaglio: è l’ossatura dell’azienda.
La base di tutto sono i prati stabili cremaschi, un patrimonio agronomico che garantisce al gregge foraggi diversificati e naturali. Il pascolo, la gestione attenta delle rotazioni, la cura per il benessere animale non sono slogan, ma la routine quotidiana di una realtà che ha scelto di fare le cose con calma e con metodo.

Pastorizia contemporanea: pecore, transumanza e territorio
Il cuore produttivo dell’azienda è il gregge di pecore da latte, con razze selezionate per qualità e attitudine: tra queste, la Lacaune – nota per le sue performance in caseificio – e la gigante bergamasca, legata alla tradizione del Nord Italia.
La pastorizia, qui, non è una cartolina nostalgica, ma un mestiere che guarda avanti. Lo dimostra anche la transumanza estiva verso la Val Taleggio, nelle Prealpi Orobie: in estate il gregge lascia la pianura per salire in montagna, seguendo l’antico calendario dei pascoli. È una scelta impegnativa, che richiede organizzazione e sacrificio, ma che restituisce un latte dal profilo aromatico ricco e una relazione viva con l’ambiente.
Territorio, animali, persone: tre elementi che si tengono insieme e che, messi in fila, spiegano perché il prodotto finale abbia una personalità così definita.
Il latte che diventa formaggio: il Tronchetto di pecora
Dal latte ai formaggi il passo non è mai scontato. In mezzo ci sono competenze, prove, errori, formazione continua. Nel piccolo caseificio aziendale il lavoro è artigianale, ma rigoroso: lavorazioni attente, rispetto della materia prima, affinamenti curati.
Il simbolo di questa filosofia è il Tronchetto di pecora, formaggio che ha conquistato giurie e addetti ai lavori in concorsi caseari di livello, portando in azienda medaglie e riconoscimenti. Non si tratta solo di una “coppa in bacheca”: sono attestazioni che certificano la qualità del lavoro e inseriscono l’Azienda Agricola Bianchessi in un circuito professionale fatto di casari, tecnici, assaggiatori.
Il Tronchetto non è l’unico protagonista: la gamma dei formaggi spazia da prodotti più freschi e immediati a forme destinate a stagionature più lunghe, con una costante comune: valorizzare il latte di pecora e le sue sfumature.

Non solo formaggio: la carne ovina come seconda gamba
L’azienda ha scelto di non fermarsi al solo mondo lattiero-caseario. Accanto ai formaggi, infatti, si è sviluppata una linea carne ovina che punta su qualità, tracciabilità e valorizzazione di tagli spesso poco conosciuti.
Nascono così prodotti come il “Lamburger”, arrosticini, macinati selezionati, polpette e tagli pronti per la cucina domestica e per la ristorazione. È una proposta che intercetta una tendenza in crescita: quella di chi cerca carni alternative, leggere, con una storia chiara alle spalle.
Anche in questo caso, il filo conduttore è la filiera corta: dall’allevamento alla trasformazione, fino alla vendita diretta, con un rapporto diretto con il consumatore.
Un’azienda aperta: visite, degustazioni, eventi
L’Azienda Agricola Bianchessi non è solo un luogo di produzione. Nel tempo è diventata anche uno spazio di incontro, formazione e racconto. Le giornate a porte aperte, le degustazioni guidate, la partecipazione a iniziative territoriali e associative permettono a consumatori, scuole, operatori e appassionati di vedere da vicino come nasce un formaggio di pecora, cosa significa parlare di benessere animale, quali passaggi ci sono dietro una forma premiata.
Questo dialogo costante con il territorio contribuisce a costruire fiducia, a far conoscere il valore del lavoro agricolo contemporaneo e a rafforzare il legame tra città e campagna, tra chi produce e chi consuma.
Un caso pilota di futuro con radici profonde
In un momento storico in cui si parla spesso di sostenibilità, filiera corta, qualità e benessere animale, l’Azienda Agricola Bianchessi rappresenta un caso concreto, misurabile, verificabile. Non è un modello teorico, è una pratica quotidiana.
Per Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, realtà come questa sono molto più di un “socio virtuoso”: sono storie da raccontare, strumenti per spiegare al grande pubblico cosa c’è davvero dietro un’etichetta, una forma di formaggio, un cesto di Natale, una scelta di acquisto.
Raccontare Bianchessi significa raccontare un’idea di agricoltura che tiene insieme competenza, tradizione, innovazione e famiglia. Un’agricoltura che ha il futuro ben in mente, ma che non ha alcuna intenzione di dimenticare le sue radici.