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Fertilizzanti, Confagricoltura: «Positivo l’orientamento Ue su stop ai dazi e moratoria CBAM».

Stop temporaneo ai dazi e ipotesi di moratoria CBAM: Confagricoltura chiede tempi rapidi per dare stabilità alla programmazione aziendale

Fertilizzanti, Confagricoltura: «Positivo l’orientamento Ue su stop ai dazi e moratoria CBAM».

Confagricoltura valuta positivamente i segnali arrivati da Bruxelles su due fronti che incidono direttamente sui costi di campagna: la sospensione temporanea dei dazi rimanenti su ammoniaca e urea e la possibile deroga (fino alla sospensione) del CBAM applicato ai fertilizzanti, anche con effetti retroattivi dal 1° gennaio 2026.

Il punto, per gli imprenditori agricoli, è distinguere tra orientamento politico/annuncio e piena operatività: la Commissione europea, tramite portavoce, ha indicato l’intenzione di rendere la misura sui dazi operativa “il più rapidamente possibile” nel corso del 2026.

Stop ai dazi su ammoniaca e urea: che cosa è stato annunciato

Secondo quanto riportato da più fonti di stampa e dalle stesse comunicazioni del mondo agricolo, la Commissione europea si appresta a sospendere temporaneamente i dazi “rimanenti” (dazi MFN) su ammoniaca e urea e, se necessario, su alcuni altri fertilizzanti.

Per Confagricoltura si tratta di un passaggio utile a calmierare i fattori produttivi in una fase in cui i fertilizzanti pesano in modo rilevante sul conto economico aziendale e in cui il mercato è stato messo sotto pressione da shock recenti e da scelte di politica commerciale.

CBAM sui fertilizzanti: perché si parla di “moratoria” e perché conta la retroattività

Il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) è il meccanismo con cui l’UE applica un “aggiustamento” alle importazioni di alcuni beni (tra cui i fertilizzanti) per riflettere il costo della CO₂, con l’obiettivo di evitare squilibri competitivi con i produttori UE soggetti a vincoli climatici. Dal 1° gennaio 2026 è iniziata la fase “definitiva” del meccanismo, elemento che rende particolarmente sensibile ogni intervento correttivo.

Il tema, oggi, non è l’abolizione del CBAM: la Commissione ha indicato che può fornire linee guida e chiarimenti su un possibile “freno d’emergenza” (con sospensione mirata in caso di “circostanze serie e impreviste” legate all’impatto sui prezzi), con la possibilità che la sospensione, se attivata, possa essere retroattiva a partire dal 1° gennaio 2026.

Confagricoltura sottolinea un punto operativo: applicare il regolamento senza parametri tecnici pienamente definiti rischia di generare incertezza e aumenti di costo difficili da gestire in programmazione.

Perché la partita dei fertilizzanti è centrale nei bilanci aziendali

Nel comunicato, Confagricoltura richiama un dato chiave: i fertilizzanti incidono oggi tra il 15% e il 30% dei costi totali di produzione. In questo quadro, l’eliminazione dei dazi rimanenti viene letta come una misura di riequilibrio, anche per evitare distorsioni concorrenziali tra produzioni UE e importazioni da Paesi terzi.

Cosa cambia subito e cosa no

Cosa cambia (in prospettiva ravvicinata):

  • un orientamento UE verso taglio dei dazi su ammoniaca e urea, con l’obiettivo dichiarato di renderlo operativo nel 2026;

  • l’avvio di chiarimenti/indirizzi sul CBAM che potrebbero includere una sospensione mirata in presenza di condizioni di mercato ritenute eccezionali.

Cosa non è ancora “automatico”:

  • i dettagli applicativi (tempi, perimetro merceologico, durata e condizioni) dipendono dall’iter comunitario e dalle modalità tecniche con cui la Commissione tradurrà l’indirizzo in misure operative.

Indicazioni pratiche per l’impresa agricola: una checklist di prudenza

Senza fare previsioni non verificabili sui prezzi, alcuni comportamenti gestionali hanno senso già ora:

  1. Aggiornare i preventivi fertilizzanti con il proprio fornitore chiedendo esplicitamente l’impatto atteso di: dazi (ammoniaca/urea) e CBAM (se applicato).

  2. Separare la pianificazione in due scenari: “con CBAM pieno” e “con sospensione/deroga”, soprattutto per concimazioni su colture a margine più stretto.

  3. Monitorare le comunicazioni ufficiali (Commissione UE, MASAF, organizzazioni agricole) perché la differenza tra annuncio e operatività può incidere su tempi d’acquisto e strategie di stock.

Il punto politico-economico: concorrenza e “campo di gioco” europeo

Confagricoltura lega il dossier a un obiettivo di fondo: evitare che gli agricoltori europei sopportino maggiori costi sui fattori produttivi mentre prodotti agricoli importati da Paesi terzi ne rimangono indenni. Su questo, la Confederazione annuncia che seguirà l’iter per arrivare rapidamente alla concreta operatività del taglio dei dazi e alle necessarie certezze sul CBAM, così da garantire stabilità di programmazione per la nuova annata agraria.

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