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20.01.2026 - 18:31
Cosa è successo oggi a Strasburgo (in concreto)
Questa mattina migliaia di agricoltori europei si sono concentrati nel quartiere europeo di Strasburgo, davanti al Parlamento europeo, con un’affluenza accompagnata anche da un grande convoglio di trattori.
La giornata si inserisce in una mobilitazione iniziata a Bruxelles il 18 dicembre e rilanciata oggi in coincidenza con la sessione plenaria a Strasburgo.
Il messaggio chiave: proteggere aziende e consumatori, non “fare muro” ideologico
Nelle dichiarazioni rilasciate a Strasburgo, Massimiliano Giansanti (Confagricoltura) ha riassunto la linea in modo netto: «Vogliamo cibo sicuro», «istituzioni europee più vicine agli agricoltori», «strumenti necessari per garantire un giusto reddito», e una PAC che renda l’agricoltura «sempre più competitiva», fino al concetto di «democrazia del cibo».
Il punto, per come viene posto, è difensivo e industriale: mettere in sicurezza la capacità produttiva europea e la fiducia del consumatore attraverso regole verificabili e applicabili.
Perché Strasburgo conta: il passaggio istituzionale “caldo”
La mobilitazione punta a incidere sulle scelte del Parlamento europeo e sul perimetro giuridico dell’intesa UE-Mercosur, mentre in Aula si discute anche l’ipotesi di iniziative che chiamino in causa la Corte di giustizia UE (con effetti potenzialmente sospensivi o dilatori a seconda degli esiti).
In parallelo, sul tavolo restano le richieste di salvaguardie operative e reciprocità: chi esporta verso l’UE deve rispettare standard comparabili (produzione, fitofarmaci, benessere animale, tracciabilità, controlli).
Le 4 richieste “da impresa” che emergono dalla giornata
Reciprocità reale e misurabile: stessi vincoli, stessi controlli, stessi costi-regola lungo la filiera.
Clausole di salvaguardia rapide: meccanismi tempestivi per intervenire se importazioni o dinamiche di mercato comprimono prezzi e redditività.
Risorse PAC e strumenti di competitività: non solo sostegno, ma anche leve per investimenti, innovazione e tenuta delle aree rurali.
Sicurezza alimentare come asset europeo: controlli e standard come valore economico, non come “burocrazia”.