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Protocollo Carabinieri–Confagricoltura: dalla cornice nazionale alla tutela quotidiana delle aziende

Prevenzione nel settore primario, cultura della legalità e formazione: l’intesa dura tre anni e punta a trasformarsi in prassi operativa anche nei territori

Protocollo Carabinieri–Confagricoltura: dalla cornice nazionale alla tutela quotidiana delle aziende

Un’intesa che riguarda il lavoro di tutti i giorni

Arma dei Carabinieri e Confagricoltura hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa che definisce una collaborazione strutturata, ciascuno nel proprio perimetro di competenze, con un obiettivo centrale: rafforzare prevenzione e contrasto dei reati che colpiscono il settore primario e le attività connesse.

Il campo d’azione è ampio e comprende agricoltura, acquacoltura, allevamento, pastorizia e silvicoltura, oltre alla difesa e alla valorizzazione delle produzioni agricole e forestali. In altre parole: filiere, aziende, territori.

Prevenzione, legalità, sostenibilità: le parole-chiave del Protocollo

Il Protocollo richiama esplicitamente alcune direttrici di lavoro che parlano sia al mondo produttivo sia alla comunità:

  • il miglioramento delle condizioni di lavoro nel settore primario;

  • la promozione della cultura della legalità;

  • l’attenzione alla sostenibilità ambientale;

  • il sostegno alla ricerca scientifica e tecnica.

Accanto alla cornice, sono previste iniziative concrete di informazione e formazione: conferenze, convegni e seminari finalizzati a diffondere contenuti utili alle imprese e a rafforzare consapevolezza e prevenzione.

Il contributo dei reparti specializzati

L’Arma prevede la partecipazione di rappresentanti qualificati alle iniziative e, laddove necessario, il coinvolgimento di reparti specializzati: le Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari, i Carabinieri per la Tutela del Lavoro e i Carabinieri per la Tutela della Salute.

Il messaggio è chiaro: l’agricoltura non è un comparto “a parte”, ma un sistema che intreccia sicurezza del territorio, lavoro, ambiente e salute pubblica. E, proprio per questo, richiede strumenti di prevenzione adeguati e continui.

La fase decisiva è quella territoriale

Un Protocollo nazionale vale davvero quando entra nella vita operativa delle province. Nelle indicazioni rivolte alle strutture territoriali, Confagricoltura sottolinea che, perché l’intesa produca risultati concreti, è necessaria la massima diffusione dei contenuti e, soprattutto, l’attivazione di un dialogo operativo sul territorio.

La linea indicata è pragmatica: contattare i Comandi Provinciali dei Carabinieri, portare formalmente a conoscenza l’accordo e avviare una collaborazione di prossimità, calibrata sui bisogni reali delle imprese.

Per il territorio cremonese, questo significa trasformare una firma in un presidio: costruire canali chiari, momenti di confronto, strumenti di prevenzione e informazione che accompagnino il lavoro delle aziende con continuità, senza aspettare l’emergenza.

Durata e cornice amministrativa

Il Protocollo ha durata triennale dalla sottoscrizione, con possibilità di rinnovo. Non comporta oneri economici aggiuntivi per le parti. È previsto il recesso con un preavviso scritto, e ogni modifica deve essere formalizzata e controfirmata.

Sono inoltre richiamati i principi in materia di trattamento dei dati personali e le regole sull’uso di marchi e loghi, consentito esclusivamente per le finalità previste dall’accordo.

Un passaggio utile per imprese e territorio

Il valore di questa intesa non sta nell’enunciazione, ma nella capacità di diventare una routine di prevenzione e collaborazione. Per le imprese agricole, spesso esposte a rischi e fragilità specifiche, la parola «sicurezza» coincide con continuità di lavoro, tutela degli investimenti, protezione del patrimonio aziendale e rispetto delle regole lungo la filiera.

Libera Associazione Agricoltori Cremonesi seguirà gli sviluppi dell’applicazione territoriale e promuoverà la circolazione delle informazioni utili alle aziende, favorendo momenti divulgativi e di confronto affinché il Protocollo diventi, qui, uno strumento concreto.

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