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22.01.2026 - 12:53
Arma dei Carabinieri e Confagricoltura hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa che definisce una collaborazione strutturata, ciascuno nel proprio perimetro di competenze, con un obiettivo centrale: rafforzare prevenzione e contrasto dei reati che colpiscono il settore primario e le attività connesse.
Il campo d’azione è ampio e comprende agricoltura, acquacoltura, allevamento, pastorizia e silvicoltura, oltre alla difesa e alla valorizzazione delle produzioni agricole e forestali. In altre parole: filiere, aziende, territori.
Il Protocollo richiama esplicitamente alcune direttrici di lavoro che parlano sia al mondo produttivo sia alla comunità:
il miglioramento delle condizioni di lavoro nel settore primario;
la promozione della cultura della legalità;
l’attenzione alla sostenibilità ambientale;
il sostegno alla ricerca scientifica e tecnica.
Accanto alla cornice, sono previste iniziative concrete di informazione e formazione: conferenze, convegni e seminari finalizzati a diffondere contenuti utili alle imprese e a rafforzare consapevolezza e prevenzione.
L’Arma prevede la partecipazione di rappresentanti qualificati alle iniziative e, laddove necessario, il coinvolgimento di reparti specializzati: le Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari, i Carabinieri per la Tutela del Lavoro e i Carabinieri per la Tutela della Salute.
Il messaggio è chiaro: l’agricoltura non è un comparto “a parte”, ma un sistema che intreccia sicurezza del territorio, lavoro, ambiente e salute pubblica. E, proprio per questo, richiede strumenti di prevenzione adeguati e continui.
Un Protocollo nazionale vale davvero quando entra nella vita operativa delle province. Nelle indicazioni rivolte alle strutture territoriali, Confagricoltura sottolinea che, perché l’intesa produca risultati concreti, è necessaria la massima diffusione dei contenuti e, soprattutto, l’attivazione di un dialogo operativo sul territorio.
La linea indicata è pragmatica: contattare i Comandi Provinciali dei Carabinieri, portare formalmente a conoscenza l’accordo e avviare una collaborazione di prossimità, calibrata sui bisogni reali delle imprese.
Per il territorio cremonese, questo significa trasformare una firma in un presidio: costruire canali chiari, momenti di confronto, strumenti di prevenzione e informazione che accompagnino il lavoro delle aziende con continuità, senza aspettare l’emergenza.
Il Protocollo ha durata triennale dalla sottoscrizione, con possibilità di rinnovo. Non comporta oneri economici aggiuntivi per le parti. È previsto il recesso con un preavviso scritto, e ogni modifica deve essere formalizzata e controfirmata.
Sono inoltre richiamati i principi in materia di trattamento dei dati personali e le regole sull’uso di marchi e loghi, consentito esclusivamente per le finalità previste dall’accordo.
Il valore di questa intesa non sta nell’enunciazione, ma nella capacità di diventare una routine di prevenzione e collaborazione. Per le imprese agricole, spesso esposte a rischi e fragilità specifiche, la parola «sicurezza» coincide con continuità di lavoro, tutela degli investimenti, protezione del patrimonio aziendale e rispetto delle regole lungo la filiera.
Libera Associazione Agricoltori Cremonesi seguirà gli sviluppi dell’applicazione territoriale e promuoverà la circolazione delle informazioni utili alle aziende, favorendo momenti divulgativi e di confronto affinché il Protocollo diventi, qui, uno strumento concreto.
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