Cerca

ultime notizie

Tavolo latte al Masaf: il 21 gennaio 2026 è ripartito il confronto e arriva l’ipotesi di un “Piano straordinario UE”

Export, promozione interna, “latte nelle scuole” potenziato e bandi per gli indigenti: le istituzioni elencano le misure già avviate. Sul tavolo anche una proposta italiana a Bruxelles per riduzione volontaria della produzione e aiuti all’ammasso

Tavolo latte al Ministero: cosa è emerso dagli incontri del 2 e 9 dicembre 2025 e cosa può cambiare nel primo trimestre 2026

La riunione: perché si torna al Tavolo e chi c’era

Il 21 gennaio 2026, al Masaf, si è tenuto un incontro con i vertici delle organizzazioni agricole, cooperative e industriali della filiera del latte bovino. L’obiettivo è riaprire e consolidare le discussioni già avviate a inizio dicembre sulla situazione di mercato del comparto, definita complessa.

Alla riunione erano presenti il Ministro, i vertici del Masaf, l’ICE e un rappresentante delle Regioni e delle pubbliche amministrazioni (l’Assessore della Regione Veneto).

Le misure già in campo: la spinta su export e consumi interni

Le istituzioni, in apertura, hanno illustrato le misure già attivate e quelle già programmate come azioni complementari. In sintesi:

  • Iniziative sul fronte internazionale per promuovere nei Paesi terzi l’export dei prodotti lattiero-caseari nazionali.

  • Rafforzamento del progetto “latte nelle scuole”, con anticipo della distribuzione e aumento dei quantitativi complessivi: la campagna è indicata in arrivo a mille tonnellate di prodotti distribuiti, con un maggiore sforzo finanziario e una quota più alta di prodotti a indicazione geografica per valorizzare le produzioni nazionali.

  • Maggiore impegno sui bandi a favore degli indigenti, sia a livello nazionale sia unionale, con incremento delle risorse e della quota di prodotti DOP e IGP.

  • Azioni di comunicazione e promozione dei consumi di prodotti lattiero-caseari, da varare d’intesa con la Presidenza del Consiglio.

Il ruolo delle Regioni: coordinamento promozionale e PAC più orientata alle filiere strategiche

Da parte delle Regioni viene indicata la disponibilità a lavorare su una promozione coordinata, anche in raccordo con il sistema fieristico. Inoltre, si invita a prevedere, nella prossima programmazione degli interventi della PAC, misure maggiormente incentrate sulle filiere strategiche, includendo quella lattiero-casearia.

La proposta chiave: un “Piano straordinario UE” per la crisi del lattiero-caseario europeo

Tra i passaggi considerati di particolare interesse compare la proposta del Masaf di farsi promotore, in sede comunitaria, di un “Piano straordinario UE per la crisi del settore lattiero-caseario europeo”, richiamando misure “sulla scia” di quelle adottate dopo la soppressione del regime delle quote.

La proposta italiana, per come riportata nel documento, si articola su cinque direttrici:

  • Finanziamenti per la riduzione volontaria della produzione, con indennizzi agli allevatori che contengono i volumi.

  • Aiuti all’ammasso privato per formaggi, burro e latte UHT.

  • Interventi per le aziende più esposte finanziariamente, come moratorie creditizie.

  • Maggiore riferimento ai formaggi di qualità territoriali nelle misure del Fondo europeo di aiuti agli indigenti.

  • Campagne di comunicazione straordinarie per promuovere i prodotti lattiero-caseari, valorizzandone contenuto nutrizionale e sostenibilità, con l’obiettivo di aumentare i consumi sul mercato interno e su quelli internazionali.

La posizione di Confagricoltura: “fare sistema” e agire a livello europeo

Confagricoltura, rappresentata dal Presidente Giansanti, ha insistito su due concetti: gioco di squadra e fare sistema in un comparto descritto come fondamentale per il Made in Italy e in un momento oggettivamente difficile per gli allevatori.

Nel documento si sottolinea che l’attuale fase negativa è presentata come imprevista e come interruzione di un periodo positivo successivo alla fine delle quote latte, con risultati economici ritenuti buoni per le imprese dal 2016. Le misure illustrate dalle istituzioni vengono giudicate positive, a partire dalla disponibilità dell’ICE sui mercati internazionali e dalle azioni su comunicazione/promozione e sui programmi “latte nelle scuole” e bandi indigenti, oltre alla proposta di Piano straordinario UE.

Viene però evidenziato un punto di metodo: se il problema nasce anche da una maggiore produzione europea, l’azione deve essere collettiva e non può tradursi in un sacrificio soltanto italiano. Si richiama, inoltre, l’ipotesi di partire utilizzando i fondi della riserva di crisi del bilancio UE.

Il nodo degli impegni: “non tutti hanno rispettato quanto assunto a dicembre”

Nel testo compare una sottolineatura netta: in questa fase “non tutti” avrebbero rispettato gli impegni assunti a dicembre, e questo avrebbe contribuito ad accrescere le difficoltà del mondo allevatoriale associato, particolarmente colpito dalla congiuntura negativa di mercato.

La chiusura del Ministro: risultati attesi, contributi e verifiche

L’incontro si chiude con l’auspicio che le misure proposte producano risultati e con l’invito alle associazioni a segnalare contributi, suggerimenti sulle priorità e casi concreti su cui intervenire. Sul piano dei rapporti di filiera, viene richiamata la necessità di rispettare regole e impegni fissati, prevedendo successivi incontri di verifica, affinché le decisioni del Tavolo si traducano in azioni coerenti nelle rispettive compagini associative.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Confagricoltura

Caratteri rimanenti: 400