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23.01.2026 - 15:52
Il 21 gennaio 2026, al Masaf, si è tenuto un incontro con i vertici delle organizzazioni agricole, cooperative e industriali della filiera del latte bovino. L’obiettivo è riaprire e consolidare le discussioni già avviate a inizio dicembre sulla situazione di mercato del comparto, definita complessa.
Alla riunione erano presenti il Ministro, i vertici del Masaf, l’ICE e un rappresentante delle Regioni e delle pubbliche amministrazioni (l’Assessore della Regione Veneto).
Le istituzioni, in apertura, hanno illustrato le misure già attivate e quelle già programmate come azioni complementari. In sintesi:
Iniziative sul fronte internazionale per promuovere nei Paesi terzi l’export dei prodotti lattiero-caseari nazionali.
Rafforzamento del progetto “latte nelle scuole”, con anticipo della distribuzione e aumento dei quantitativi complessivi: la campagna è indicata in arrivo a mille tonnellate di prodotti distribuiti, con un maggiore sforzo finanziario e una quota più alta di prodotti a indicazione geografica per valorizzare le produzioni nazionali.
Maggiore impegno sui bandi a favore degli indigenti, sia a livello nazionale sia unionale, con incremento delle risorse e della quota di prodotti DOP e IGP.
Azioni di comunicazione e promozione dei consumi di prodotti lattiero-caseari, da varare d’intesa con la Presidenza del Consiglio.
Da parte delle Regioni viene indicata la disponibilità a lavorare su una promozione coordinata, anche in raccordo con il sistema fieristico. Inoltre, si invita a prevedere, nella prossima programmazione degli interventi della PAC, misure maggiormente incentrate sulle filiere strategiche, includendo quella lattiero-casearia.
Tra i passaggi considerati di particolare interesse compare la proposta del Masaf di farsi promotore, in sede comunitaria, di un “Piano straordinario UE per la crisi del settore lattiero-caseario europeo”, richiamando misure “sulla scia” di quelle adottate dopo la soppressione del regime delle quote.
La proposta italiana, per come riportata nel documento, si articola su cinque direttrici:
Finanziamenti per la riduzione volontaria della produzione, con indennizzi agli allevatori che contengono i volumi.
Aiuti all’ammasso privato per formaggi, burro e latte UHT.
Interventi per le aziende più esposte finanziariamente, come moratorie creditizie.
Maggiore riferimento ai formaggi di qualità territoriali nelle misure del Fondo europeo di aiuti agli indigenti.
Campagne di comunicazione straordinarie per promuovere i prodotti lattiero-caseari, valorizzandone contenuto nutrizionale e sostenibilità, con l’obiettivo di aumentare i consumi sul mercato interno e su quelli internazionali.
Confagricoltura, rappresentata dal Presidente Giansanti, ha insistito su due concetti: gioco di squadra e fare sistema in un comparto descritto come fondamentale per il Made in Italy e in un momento oggettivamente difficile per gli allevatori.
Nel documento si sottolinea che l’attuale fase negativa è presentata come imprevista e come interruzione di un periodo positivo successivo alla fine delle quote latte, con risultati economici ritenuti buoni per le imprese dal 2016. Le misure illustrate dalle istituzioni vengono giudicate positive, a partire dalla disponibilità dell’ICE sui mercati internazionali e dalle azioni su comunicazione/promozione e sui programmi “latte nelle scuole” e bandi indigenti, oltre alla proposta di Piano straordinario UE.
Viene però evidenziato un punto di metodo: se il problema nasce anche da una maggiore produzione europea, l’azione deve essere collettiva e non può tradursi in un sacrificio soltanto italiano. Si richiama, inoltre, l’ipotesi di partire utilizzando i fondi della riserva di crisi del bilancio UE.
Nel testo compare una sottolineatura netta: in questa fase “non tutti” avrebbero rispettato gli impegni assunti a dicembre, e questo avrebbe contribuito ad accrescere le difficoltà del mondo allevatoriale associato, particolarmente colpito dalla congiuntura negativa di mercato.
L’incontro si chiude con l’auspicio che le misure proposte producano risultati e con l’invito alle associazioni a segnalare contributi, suggerimenti sulle priorità e casi concreti su cui intervenire. Sul piano dei rapporti di filiera, viene richiamata la necessità di rispettare regole e impegni fissati, prevedendo successivi incontri di verifica, affinché le decisioni del Tavolo si traducano in azioni coerenti nelle rispettive compagini associative.
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