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28.01.2026 - 11:14
La chiusura dei negoziati per l’accordo di libero scambio tra Unione europea e India segna un passaggio rilevante nelle relazioni commerciali tra Bruxelles e Nuova Delhi: i leader UE-India hanno salutato il traguardo come conclusione di un’intesa “storica”.
Confagricoltura accoglie positivamente la notizia, definendola un’opportunità concreta per le imprese agricole italiane ed europee, grazie alla riduzione – e in alcuni casi all’eliminazione – di molte tariffe oggi in vigore.
Tra gli esempi indicati da Confagricoltura, spicca il vino: i dazi sull’export verso l’India passeranno dal 150% al 75% in una prima fase, per poi scendere fino al 20%. Un taglio che, per l’organizzazione, può trasformarsi in leva competitiva per le aziende orientate ai mercati esteri.
Altro punto evidenziato: l’olio d’oliva. Le tariffe oggi fissate al 45% verrebbero cancellate entro cinque anni dall’entrata in vigore dell’accordo, secondo quanto riportato da Confagricoltura.
Per Palazzo della Valle, le nuove regole sugli scambi UE-India potrebbero sostenere una crescita dell’export agroalimentare europeo, con focus su vino, olio d’oliva e succhi di frutta, in un mercato che supera 1,4 miliardi di consumatori.
Confagricoltura sottolinea che l’accordo “promette” di rispettare il principio di reciprocità sugli standard di produzione e sicurezza alimentare: un tema che l’organizzazione considera da sempre essenziale nella valutazione degli accordi commerciali.
Nel testo richiamato da Confagricoltura, viene anche ribadito un elemento di tutela: i comparti agricoli europei più sensibili sarebbero “pienamente protetti”, perché carne bovina, carne di pollo, riso, miele e zucchero risultano esclusi dalla liberalizzazione prevista dall’accordo.
In parallelo, UE e India stanno negoziando un’intesa sulle Indicazioni geografiche (IG): un tassello che – nelle intenzioni – punta a sostenere le vendite dei prodotti tradizionali dell’Unione in India e a ridurre la concorrenza sleale legata alle imitazioni.
La chiusura dei negoziati è un traguardo, non l’ultimo passaggio: l’accordo dovrà completare il percorso istituzionale prima dell’entrata in vigore. Nel frattempo, per Confagricoltura il segnale è chiaro: se le condizioni annunciate saranno confermate, l’India può diventare un mercato più accessibile per diverse filiere dell’agroalimentare europeo.
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