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Legge di Bilancio 2026: cosa cambia per le imprese agricole (tra fisco, investimenti e lavoro)

La Legge di Bilancio 2026 è la Legge 30 dicembre 2025, n. 199, in vigore dal 1° gennaio 2026.

Legge di Bilancio 2026: cosa cambia davvero per le imprese agricole

Legge di Bilancio 2026: cosa cambia davvero per un’azienda agricola

1) Fisco: agevolazione IRPEF su redditi dominicali e agrari (CD/IAP)

Per il 2026 viene esteso il regime agevolato già in vigore nel 2025 per i redditi dominicali e agrari dichiarati da coltivatori diretti (CD) e imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti alla previdenza agricola. 

Meccanismo (non è “esenzione totale”): ai fini IRPEF, tali redditi concorrono al reddito complessivo con queste percentuali: 

  • 0% fino a 10.000 euro

  • 50% oltre 10.000 e fino a 15.000 euro

  • 100% oltre 15.000 euro

Impatto pratico: l’agevolazione riduce l’imponibile IRPEF in modo progressivo. 


2) Investimenti: credito d’imposta 40% per beni strumentali (produzione primaria + pesca/acquacoltura)

La manovra riconosce un credito d’imposta del 40% per investimenti in beni materiali e immateriali strumentali nuovi, inclusi negli elenchi dedicati (Allegati IV e V).

Parametri chiave (da calendario e budget): 

  • Aliquota: 40%

  • Massimale investimenti agevolabili: fino a 1.000.000 euro

  • Finestra temporale: dal 1° gennaio 2026 al 28 settembre 2028

  • Fruizione: solo in compensazione (dal periodo successivo al sostenimento della spesa). 

Non cumulabilità / attenzione: il credito non si applica ad investimenti che già beneficiano di specifiche misure richiamate nella norma (e resta la regola generale: cumulo possibile solo se non si supera il costo). 


3) Nuova Sabatini: rifinanziamento per macchinari e beni strumentali

Rifinanziata la “Nuova Sabatini” con:

  • 200 milioni per il 2026

  • 450 milioni per il 2027

È una leva utile per chi deve finanziare o prendere in leasing beni strumentali (macchine, impianti, attrezzature) con contributi a tasso agevolato. 


4) Lavoro: il lavoro occasionale in agricoltura diventa strutturale (dal 2026)

La disciplina del lavoro occasionale viene messa a regime dal 2026
Nella disciplina operativa (come riportata nei documenti parlamentari) emergono vincoli e adempimenti principali: 

  • durata contratto: fino a 12 mesi

  • limite per lavoratore: massimo 45 giornate di lavoro effettivo annue

  • platea ammessa: pensionati, studenti under 25, disoccupati, percettori di integrazioni al reddito, detenuti (con condizioni)

  • esclusioni: in linea generale, non assumibili (salvo pensionati) soggetti che abbiano avuto lavoro subordinato agricolo ordinario nei 3 anni precedenti

  • obblighi azienda: verifica autocertificazione requisiti, comunicazione al Centro per l’Impiego, rispetto CCNL.


5) Costi energetici: gasolio agricolo

Qui la prudenza è d’obbligo sulla terminologia: più che un “credito d’imposta” generalizzato, dalle sintesi disponibili risulta la conferma delle agevolazioni sul gasolio agricolo e l’esclusione dall’aumento delle accise nell’ambito della razionalizzazione.

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