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Sant’Apollonia, quando il paese si accende di agricoltura

Rivolta d’Adda, 8–9 febbraio 2026: la 198ª Fiera Regionale torna a riunire comunità e zootecnia. Tra Frisona, convegni e tradizioni, Libera Associazione Agricoltori Cremonesi c’è

Sant’Apollonia, quando il paese si accende di agricoltura

Rivolta d’Adda, 8–9 febbraio 2026: la 198ª Fiera Regionale torna a riunire comunità e zootecnia. Tra Frisona, convegni e tradizioni, Libera Associazione Agricoltori Cremonesi c’è: per ascoltare, dare contesto e riportare il discorso su latte, mercato e scelte che contano.

La vigilia ha sempre un suono particolare: non è ancora “fiera”, ma lo diventa. A Rivolta d’Adda, Sant’Apollonia comincia così: con un paese che cambia ritmo, con quel misto di attesa e concretezza che solo gli appuntamenti veri sanno creare. Sabato 7 febbraio alle 18, il prologo è affidato a un gesto comunitario: l’Eucarestia solenne di inaugurazione nella Basilica di Santa Maria Assunta e San Sigismondo, con la corale polifonica.

Poi arriva la sostanza, quella che non si improvvisa.

La fiera “vera” è domenica e lunedì

La cornice ufficiale è chiara: la 198ª Fiera Regionale di Sant’Apollonia si svolge domenica 8 e lunedì 9 febbraio 2026. Il Comune rimanda al sito ufficiale per il programma completo delle iniziative.
Il cuore operativo è indicato senza giri di parole: Area Fiera – via Masaccio.

E se c’è una scena che sintetizza l’inizio, è questa: domenica 8 febbraio alle ore 10, l’inaugurazione con i saluti delle autorità e la banda cittadina. È il classico momento in cui la fiera “prende la parola” e, per due giorni, diventa un piccolo mondo a parte.

La Frisona non è un dettaglio: è il centro

Sant’Apollonia ha un cuore agricolo che non fa scena: la storica Mostra della Vacca Frisona. È qui che la fiera rivela la sua natura: non un evento “a tema”, ma un appuntamento che parla davvero di zootecnia e filiera latte, con capi provenienti da allevamenti lombardi e una scansione precisa delle valutazioni.

Nel programma ufficiale, la domenica pomeriggio è dedicata alla valutazione delle manze e giovenche (con categorie per età): un linguaggio tecnico, sì, ma anche un rito per chi vive il settore.

Tradizione: la fiera come “paese che si ritrova”

L’altra metà di Sant’Apollonia è la dimensione popolare: iniziative diffuse, momenti culturali, cose da vedere e da vivere. Ed è proprio questa miscela a rendere la fiera una tradizione credibile: perché non separa mai la piazza dalla campagna. Il programma racconta un calendario ricco e articolato, non solo agricolo ma comunitario.

Il direttore di Libera Renzo Ardigò al centro, a sinistra: Marianna Patrini (sindaca di Rivolta D'Adda), Aries Bonazza  (sindaco Ripalta Cremasca), Gianni Rosso (sindaco Offanengo); a destra: Marcello Ventura (consigliere regionale), Merigo Giorgio (presidente BCC Caravaggio e Cremasco), Cinzia Fontana (assessore comune di Crema), Piloni Matteo (consigliere regione Lombardia),  Andrea Perissinotto (segretario di zona di Crema)

Libera: esserci significa mettere fuoco, non fare rumore

In questa cornice, Libera Associazione Agricoltori Cremonesi porta un’idea semplice: la fiera è il posto giusto per guardarsi in faccia e parlare di ciò che sta sotto la superficie. Perché oggi la filiera latte non è solo qualità e tradizione: è anche numeri, volatilità, costi ancora alti, domanda che cambia e scelte d’investimento che non ammettono leggerezza.

Nel percorso di appuntamenti collegati alla fiera, il confronto tecnico ha messo al centro parole che non sono slogan: export e innovazione, ma anche lo scenario concreto del settore lattiero-caseario (produzioni, domanda, prezzi, costi). In questo contesto Libera era presente con Renzo Ardigò (direttore Libera), coerentemente con una linea che punta a tenere insieme identità e competitività.

E forse è proprio questo il senso più contemporaneo di Sant’Apollonia: non un ritorno al passato, ma un appuntamento dove la tradizione diventa utile — perché obbliga tutti, per due giorni, a tornare alle domande essenziali.

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