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08.02.2026 - 10:50
Non è un dettaglio: quando un’associazione torna nei paesi, nelle sale dove si incrociano storie e bilanci, domande e preoccupazioni, succede qualcosa che va oltre la riunione. Gli Incontri di Zona della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi nascono così: come un giro “in presenza” che stringe il filo diretto con le aziende, mettendo allo stesso tavolo realtà diverse per dimensione e specializzazione, ma unite dalla stessa necessità: capire dove sta andando il mercato e come orientarsi tra norme, scelte europee e prospettive d’impresa.
Il tour – partito da Soncino e passato da Crema, Castelleone, Cremona e San Giovanni in Croce – si avvicina alla chiusura con la tappa finale a Soresina. Il bilancio, nel racconto che emerge, non si misura solo con la partecipazione: si misura con la qualità delle domande e con il bisogno, molto concreto, di informazione e rappresentanza.
In ogni appuntamento, i responsabili dei diversi ambiti hanno proposto un quadro operativo: Pac e misure, bandi e sostegni, fisco ed economia, ambiente, energie rinnovabili. Un mosaico necessario perché il contesto è diventato più complesso e i mercati più instabili: chi produce oggi deve poter leggere segnali, regole e opportunità con la stessa lucidità con cui guarda i conti di fine anno.
Tra i temi richiamati con maggiore attenzione c’è l’analisi della fase che stanno attraversando i mercati zootecnici, con un focus esplicito su latte, carne e cereali: difficoltà reali, ma anche margini di manovra, soprattutto se le imprese riescono a muoversi con strumenti aggiornati e con una rappresentanza capace di incidere.
Il capitolo energie rinnovabili viene raccontato come un terreno decisivo e delicato: le opportunità ci sono, ma la partita passa anche dal “come” e dal “quando”, e quindi dal quadro normativo e dalla capacità di portare le esigenze delle aziende dentro i luoghi in cui si decidono le regole.
Il passaggio più netto, però, è quello che riguarda il metodo: il confronto diretto. Il presidente Cesare Soldi ascolta, risponde, raccoglie timori e proposte, e definisce questi appuntamenti «il momento più alto di ascolto dell’associazione», perché «senza il contatto con le zone non può esistere una vera azione sindacale». È qui che l’incontro diventa comunità: non un passaggio formale, ma un luogo in cui si fa sintesi tra esigenze diverse e si costruisce una linea comune.
Sul fronte europeo, il tema è la tutela. L’articolo richiama l’impegno sull’evoluzione della Pac e l’attenzione agli accordi commerciali – in particolare il Mercosur – con un lavoro avviato tra Bruxelles e Strasburgo per presidiare un dossier che incide direttamente sul reddito e sulla sostenibilità delle aziende. Anche qui il punto non è lo slogan: è la ricaduta concreta sulle filiere e sulle scelte quotidiane di chi produce.
Gli Incontri di Zona si chiudono, dunque, con un messaggio semplice: la rappresentanza funziona quando torna sul territorio. E quando l’informazione non resta un documento, ma diventa dialogo, orientamento e prospettiva.
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