Una mattina di fine inverno, tra le file di grano in copertura spuntano filari di alberi piantati a scacchiera. Nel suolo, non un solco profondo: solo il “minimo disturbo”, per proteggere funghi e microrganismi. È un’azienda condotta da ragazzi poco più che trentenni, con certificazione biologica e un piano per rigenerare suolo, acqua, paesaggio e comunità. È anche l’immagine concreta di ciò che “The Good Farmer Award 2026” vuole intercettare e accelerare: un’agricoltura capace di custodire la natura e, insieme, di stare sul mercato.
Per il terzo anno consecutivo, Davines e la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile aprono le candidature del premio dedicato ai giovani agricoltori e allevatori che applicano i principi dell’agroecologia e dell’agricoltura biologica rigenerativa. Le domande si presentano dal 10 marzo al 15 maggio 2026, esclusivamente online. In palio ci sono 10.000 euro per ciascuno dei due progetti vincitori, da investire in materiali e interventi per migliorare e ampliare pratiche già avviate: rotazioni pluriennali, uso di fertilizzanti organici, colture di copertura e pacciamatura, integrazione di alberi nei seminativi e nei pascoli, gestione attenta del bestiame con pascolo all’aperto e riduzione mirata dei farmaci veterinari. La premiazione è fissata per il 27 novembre 2026 al Davines Group Village di Parma.
Cosa rende diverso questo premio
- È centrato su un’idea forte: mettere al centro i giovani che già praticano l’agroecologia con risultati misurabili, premiando non il “progetto sulla carta” ma la trasformazione in corso.
- È costruito con una giuria di esperti di primo piano, presieduta da Edo Ronchi e composta – tra gli altri – da Davide Bochicchio (CREA Zootecnia e Acquacoltura), Dario Fornara (direttore di EROC, European Regenerative Organic Center), Angelo Gentili (Legambiente), Paola Migliorini (Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo), Alessandro Monteleone (CREA Politiche e Bio-economia), Camilla Moonen (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), Francesca Pisseri (Associazione Italiana di Agroecologia).
- È connesso a un ecosistema di ricerca e innovazione che include EROC (il centro europeo per il biologico rigenerativo creato dal gruppo nel 2022), con 17 ettari dedicati a prove agronomiche, formazione e trasferimento tecnologico.
Requisiti chiave e cosa valutano davvero
Per candidarsi è necessario:
- essere agricoltori o agricoltrici di età ≤ 35 anni entro il 31 luglio 2026;
- avere una certificazione biologica in corso di validità;
- dimostrare l’adozione di almeno tre pratiche tra quelle indicate nel regolamento (rotazioni, minimo disturbo del suolo, fertilizzazione organica, agroforestazione, cover crops e/o pacciamatura, gestione estensiva degli allevamenti orientata al benessere animale).
La Commissione premia proposte:
- già operative e con indicatori di miglioramento del suolo (sostanza organica, infiltrazione, biodiversità), della riduzione degli input sintetici e dell’efficienza idrica;
- capaci di generare co-benefici sociali (inclusione lavorativa, filiere locali, turismo rurale responsabile) e economici (resilienza ai rischi climatici, qualità e valore aggiunto del prodotto). Questi criteri emergono sia dal format delle precedenti edizioni sia dall’impianto di valutazione collegato al ruolo di EROC e ai focus della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile nel promuovere la green economy.
Novità 2026: zootecnia dentro il perimetro dell’agroecologia
Dopo il debutto del 2024 e l’allargamento del 2025, l’edizione 2026 conferma l’attenzione agli allevamenti che investono su pascolo all’aperto, riciclo dei nutrienti (uso sostenibile del letame come fertilizzante), integrazione pascolo-seminativi e riduzione dell’uso di farmaci grazie a migliori condizioni di benessere animale. È un passaggio cruciale per avvicinare la realtà delle aziende miste – la spina dorsale di tanti paesaggi agricoli italiani – ai paradigmi dell’agroecologia.
Perché il rigenerativo è più di una tecnica: è una strategia
L’agricoltura biologica rigenerativa non è un’etichetta; è una matrice di pratiche che migliora funzioni ecologiche chiave: struttura e fertilità del suolo, biodiversità (dai microrganismi agli impollinatori), capacità di sequestro del carbonio. In una fase in cui una quota rilevante dei suoli europei mostra segni di degrado e erosione, orientare gli investimenti verso sistemi multifunzionali è una scelta di competitività, non solo un imperativo ambientale. La struttura del premio – che finanzia investimenti concreti anziché campagne promozionali – va esattamente in questa direzione, come dimostrano i progetti premiati nelle prime due edizioni.
Lezioni dalle edizioni 2024 e 2025: cosa ha funzionato (e cosa imiteranno i candidati)
Nel 2024, alla prima edizione, la Commissione ha premiato due realtà under 35 capaci di integrare diversificazione colturale, riduzione delle lavorazioni e valorizzazione sociale del lavoro agricolo. Nel 2025, al Davines Group Village di Parma, il riconoscimento è andato – tra gli altri – ad Alessia Mazzù (Cooperativa Agricola Co.r.ag.gio) e Luca Quirini (Azienda Agricola Quira), esempi di come l’agroecologia possa rigenerare terreni pubblici in disuso e rilanciare aziende familiari, lavorando su rotazioni, agroforestazione e filiera corta. Queste esperienze orienteranno la qualità delle candidature 2026: chi partecipa sa che contano i risultati, misurati con indicatori e piani credibili di scalabilità.
Dove nasce la spinta: EROC e la strategia “Towards Planet Regeneration”
Il Gruppo Davines, B Corp dal 2016, ha inserito il premio in una strategia più ampia che punta alla rigenerazione dei sistemi naturali e della circolarità, investendo nella ricerca applicata e nel trasferimento di pratiche agli agricoltori. Il tassello chiave è EROC (European Regenerative Organic Center), creato nel 2022 a Parma: 17 ettari per sperimentare rotazioni, cover crops, agroforestazione, gestione a minimo disturbo del suolo e modelli zootecnici estensivi, oltre a percorsi formativi per tecnici e imprenditori agricoli. Il premio diventa così un ponte tra ricerca, impresa e campo.
Un ecosistema transatlantico: il gemello USA con Rodale Institute
In Nord America, Davines North America porta avanti una versione statunitense del premio in partnership con il Rodale Institute (culla storica dell’organic). L’edizione U.S. 2026 – lanciata il 12 ottobre 2025 e chiusa il 26 gennaio 2026 – prevede un riconoscimento da 10.000 dollari al primo classificato e percorsi di formazione avanzata presso EROC (Parma) e il campus del Rodale Institute (Pennsylvania), con cerimonia in coincidenza con l’Earth Day del 22 aprile 2026. Il gemellaggio conferma che l’agroecologia è un linguaggio condiviso e competitivo a livello internazionale.
Come presentare una candidatura efficace: consigli pratici per chi ha poco tempo e molte idee
- Raccontate la vostra azienda come un ecosistema: suolo, biodiversità, acqua, energia, persone. Una buona candidatura rende visibile l’interconnessione tra pratiche agronomiche e impatti sociali.
- Portate dati e metriche: sostanza organica del suolo (prima/dopo), tassi di infiltrazione, riduzione degli input, superfici a cover crops, mortalità/crescita in allevamento con pascolo. Gli indicatori convincono più delle intenzioni.
- Spiegate la scalabilità: come l’investimento dei 10.000 euro permetterà di fare un salto (nuove attrezzature per la semina su sodo, impianti agroforestali, gestione rotazionale del pascolo, sistemi di raccolta e riuso delle acque).
- Curate la coerenza certificativa: biologico valido, tracciabilità, eventuali audit e piani di miglioramento.
- Non dimenticate la comunità: filiere corte, educazione ambientale, inclusione lavorativa, partenariati con scuole, ristorazione e turismo rurale.
- Se siete un’azienda mista, valorizzate la circular farm: il letame come fertilizzante, l’integrazione tra pascolo e seminativi, la riduzione dei farmaci grazie al benessere animale.
Perché conviene (anche economicamente) puntare sul rigenerativo
- Resilienza climatica: suoli più spugnosi riducono i danni da siccità e bombe d’acqua; rotazioni e agroforestazione mitigano gli estremi termici.
- Qualità e valore: produzioni tracciate, biologiche e con storie di paesaggio e benessere animale incontrano segmenti di mercato disposti a pagare un premium price.
- Costi sotto controllo: meno input sintetici, fitofarmaci e fertilizzanti acquistati; più servizi ecosistemici autoprodotti dall’azienda.
- Accesso a reti di ricerca e formazione: dai programmi di EROC agli scambi con le reti agroecologiche nazionali.Le imprese premiate nel 2024 e nel 2025 hanno mostrato come il rigenerativo, una volta rodato, stabilizzi i margini e apra canali commerciali ad alto valore – dal retail specializzato all’ospitalità diffusa – creando occupazione qualificata nelle aree interne.
Tempistiche, modalità e cosa aspettarsi
- Finestra di candidatura: 10 marzo – 15 maggio 2026.
- Profilo dei destinatari: agricoltori e allevatori under 35 con certificazione biologica valida, imprese che già applicano pratiche rigenerative e/o agroecologiche.
- Numero e valore dei premi: 2 premi da 10.000 euro ciascuno (spese ammissibili per materiali e interventi coerenti con il progetto).
- Valutazione: 8 membri tra accademici ed esperti, presidenza Edo Ronchi, criteri orientati a impatti ambientali, innovazione, replicabilità e benefici sociali.
- Cerimonia: 27 novembre 2026, Parma, Davines Group Village.
Un premio, una visione: la filiera cosmetica che investe dove tutto inizia, nel suolo
Che una realtà cosmetica come Davines investa nel rigenerativo agricolo non è un paradosso: è lucidità industriale. Le materie prime vegetali di qualità nascono da suoli vivi, da comunità contadine solide e da paesaggi che sanno rigenerarsi. La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, da anni presidio di dati, policy e cultura della green economy in Italia, porta nel premio la competenza di valutazione indipendente e una rete di lavoro che dialoga con università, imprese e istituzioni. Insieme, mettono sul tavolo risorse economiche, ricerca e reputazione per spingere un cambio di paradigma che – ormai – non è più “di nicchia”, ma una condizione di competitività.
Domande frequenti in una pagina
- Chi può candidarsi?Aziende agricole e zootecniche guidate da under 35 con biologico valido e pratiche rigenerative dimostrabili, in tutta Italia.
- Che tipo di spese sono finanziabili?Acquisto di attrezzature e realizzazione di interventi coerenti con l’agroecologia (es. seminatrici per sodo, trinciatrici per cover crops, impianti agroforestali, recinzioni mobili per pascolo rotazionale, sistemi di raccolta acque). Le linee guida delle edizioni precedenti indicano una rendicontazione puntuale e tempi certi di attuazione.
- Come si presenta la domanda?Tramite modulo online sul sito del Gruppo Davines entro il 15 maggio 2026. Preparare schede tecniche, indicatori di impatto e documentazione di certificazione.
- Perché la zootecnia è inclusa?Perché la gestione estensiva e rigenerativa degli allevamenti chiude il ciclo dei nutrienti, riduce gli input esterni e migliora la salute degli agroecosistemi, quando integrata con seminativi e prati-pascolo.
Oltre il bando: costruire una comunità professionale del rigenerativo
Un premio non cambia da solo un modello di produzione. Ma può fare tre cose importanti:
- accendere riflettori su buone pratiche replicabili;
- creare reti tra agricoltori, ricercatori e buyer;
- generare storie che parlano ai cittadini e ai decisori pubblici.
La traiettoria degli ultimi due anni lo conferma: l’attenzione mediatica, le sinergie con EROC, la collaborazione con il Rodale Institute negli USA e il coinvolgimento di attori come CREA e Legambiente hanno reso “The Good Farmer Award” un laboratorio aperto. Ora la palla passa ai campi: a chi saprà dimostrare che rigenerare non è uno slogan, ma un metodo per coltivare futuro.
Se siete tra questi, il calendario è semplice: dal 10 marzo al 15 maggio 2026 si candida. Il 27 novembre 2026 si celebra. Nel mezzo, c’è il lavoro quotidiano: pratiche giuste, dati solidi, racconti veri. È lì che si vince davvero.
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